Ma per fortuna o purtroppo lo sono



Io mi sento sempre un po’ cittadina del mondo.
Io non mi sento Italiana, ma per fortuna o purtroppo lo sono (per scopiazzare GG).

Io non mi sento Isolana, ma per fortuna o purtroppo (non) lo sono, almeno ufficialmente di cittadinanza.
Cosa faccio qui?

  • Mi esalto appena esce un po’ di sole
  • Ho la pelle scura
  • Continuo a dire che l’ananas sulla pizza non ci va
  • Non ho imparato a bere prosecco alle 3
  • Lascio entrare mio figlio nell’oceano a dieci gradi
  • Mi scotto senza crema 50
  • Mi piace la pizza pepperoni
  • Ho imparato a bere il FINTO cappuccino a tutte le ore



Io non mi sento, spesso, Brianzola. Ma parrebbe comunque lo sia.
25 anni della mia vita passati li, non so cosa abbiano esattamente fatto di me. Nel bene e nel male:

  1. Non sono abbastanza quel tipo di Brianzola che si interessa allo sport dello spetteguless.
  2. Non so fare la cassoeula (lacrime, lacrimosi e alluvioni)
  3. Faccio ormai tantissimi strafalcioni in Italiano. Figuriamoci in dialetto. Seppure sia de ca’ mia. So minga bona.

    Pero’, anche:
  4. Non so mai stare ferma e mi sono voluti cent’anni per imparare l’ arte del relax. Cosi’ ora quando torno trovo tutti nevrastenici che non sanno godersi l’oziare.
  5. Il mio guardaroba piange da solo, perché sebbene io abbia dato la colpa del non aver nulla alla pandemia e ai negozi chiusi, io odio fare shopping e spendere dane’ per me stessa. E due paia di scarpe poi a che servono? Finche’ non si rompono…
  6. Sono parsimoniosa, fin troppo ma al contrario di un Brianzolo vero non ho la banca piena di risparmi.
  7. Ho una Punto che stara’ con me finche’ regge, avrei scelto un Pandino, ma non l’ho trovato.
  8. Non so stare (ancora) ferma, ma sto migliorando col tempo. Tanto che ora quando torno a casa mi inquietano tutti questi personaggi che devono sempre avere qualcosa da fare, e che la mattina, alle 8 suonano i campanelli per farsi invitare a bere un caffe’. E sono già vestiti.

Durante i miei soggiorni Brianzoli se io sto in pigiama in salotto a cazzeggiare con mio figlio fino alle 10, suo nonno dopo un po’ inizia a innervosirsi. Non lo biasimo, e’ 60 anni che vive tra fa’ na i man. Io gli dico che siamo in vacanza, ma … stare fermi sul divano quando il mattino ha l’oro in bocca?
Mai. Vestitevi, lavatevi e se proprio venite con me in discarica. Va’ che bel.
Persino Falqui (un mio compaesano vip) ha dovuto inventarsi il confetto cosi’ poteva andare in bagno e starci per ore, senza che nessun fa na’ i man avesse da ridire. Ed e’ persino diventato ricco. Chiedetevi perche’.

Otello mi dice che ho un cuore di panna.
Come quella che a casa sua si mette sul gelato. E’ una bomba calorica stragolosa, ma a ca’ mia, al Lecca Lecca, il gelato e’ un cono e due palline, se ci mettessero pure la panna ti costerebbe almeno 10 cent extra. La panna, cari miei, non serve, fa solo ingrassare. Madonna che bontà. Ma una domani te set mia… magari ti fa venire dieci kg in piu’. E poi non ci stai piu’ sull’Ape Car, e devi ricomprarti il vestito bello. Non mi serve.

Otello dice pure che:
1. sono una da caciara, na ciciaruna insomma. Un personaggio che starebbe bene in osteria, a fare un giro di passatella. Con tanto di coltellacci perche’ sono una donna feroce.
Io sto sempre meglio a Rossino, e se proprio proprio i coltelli (svizzeri) li uso per sagomarmi un bastone per andare in Grignetta. Ma Otello che ne sa, le sue mica sono Montagne.
2. non sono una che va persino la domenica mattina a lavorare nella fabbrichetta del papi, ma una donna da gita in spiaggia il weekend. Questo sarebbe pure vero, ma il mare piu’ vicino alla Brianza e’ a Genova. Quindi non si puo’.
3. sono una che ha abitudini che non tutti i fa’ na i man comprendono, e sa che apprezzerei la dolce vita.
E io la dolce vita la apprezzo e come, e pure la sua amatriciana, e soprattutto la sua amatriciana. Ho pure smesso di essere vegetariana per lui.
E lui ci prova, ma, nonostante tutto, per la gola o per i gatti, ancora non mi prende.

Perche’ forse ha ragione la MIA Virgi, e moglie e buoi dei paesi tuoi stavolta me lo tatuo sulla caviglia.
C’e’ solo un uomo a cui veramente anelo, ora, perche’ viene dal migliore dei mondi.
So chiama Corrado. Padre Siciliano e madre Brianzola. Lui si che mi capisce.

Ve lo presento. “La condivisione e’ bella”, dice. E allora condivido.

Disclaimer: il video e’ un po’ lunghetto, ma non ho trovato spezzoni, dunque …Lui e’ stupendo. E … riesce sempre a strapparmi un sorriso, anche quando ci dipinge come deficienti assoluti.

https://www.youtube.com/watch?v=xAAhlDLwL5o

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Tre donne e una mutanda


Ogni tanto si cazzeggia anche noi. La stupidera, si sa, avanza parallelamente all’eta’.
Nel tentativo di convincermi che a PostalTinder potrei abituarmi anche io, le amiche single mi portano in un weekend all’avanscoperta di ‘quelli che vediamo in giro’.

In spiaggia.
Guardando i coraggiosi che fanno il bagno.
Ci hanno sempre insegnato che sono gli uomini che fanno calare la palpebra, sono gli uomini che si interessano al sesso, sono gli uomini che rimorchiano per primi.
Esperienza dice invece che sono gli esseri umani.

Solo che noi non entriamo in acqua con le mutande. O anche – non entriamo in acqua con dieci gradi.

Non ci prendiamo mai troppo sul serio, e sappiamo:

  • di non essere fotomodelle
  • di avere un IQ cosi’ alto da spaventarli tutti
  • che vivendo in semilockdown la prova bikini e’ lontana. Dunque alla cellulite non pensiamo. La panza? durante il lockdown non abbiamo fatto altro che mangiare. Perdonateci, ogni altro piacere ci era precluso. Persino quelli che ci avrebbero fatte dimagrire, vedete voi.


Sorvoliamo su noi stesse e ammiriamo la coraggiosa fauna locale, che cresciuta con 15 gradi medi all’anno a 20 gradi (alleluia ogni tanto capita) e’ felice di sguazzare nell’oceano. E SENZA muta sto giro.

Perciò quando vediamo Ciccio uscire da sirenetto dalle onde un paio di domande ce le facciamo.
1. Come fa ad avere più tette di me?
2. Nemmeno Raul Bova in quel film si poteva vedere…
e si lo so che non siamo modelle, ma il costumutandino no dai. Senza offese.
Abbiamo gusti molto diversi, ma concordiamo su una cosa:
dopo il calzino a letto, la mutanda vince per essere la cosa più antisexy del mondo. O forse vanno persino pari.
Spogliatevi gente, e stupiteci.

Poi ci chiediamo cosa preferisca il sesso opposto. Quindi chiamiamo l’aiuto a casa. E interpelliamo l’amico cuccadores. Altro single che pero’ single non resta mai a lungo. Perché e’ Teddy Bear, e ha la schiera di donne che lo aspettano. Sempre.

Ma tu preferisci i boxer o le mutande?
“Mutande al lavoro, boxer fuori. Par condicio.”

La risposta ci piace. Sappiamo che regalargli il prossimo compleanno. A strisce bianche e nere. Forza Torino.

Ci chiediamo cosa potremmo imparare da lui. Lui ci direbbe innanzitutto ad ascoltarlo, e che ce l’aveva detto. Donna avvisata. Il prossimo fidanzato, dice, deve avere il suo approval.

Ci chiediamo come e’ che tutte le donne caschino sempre ai suoi piedi, senza che lui faccia nulla.
Poi ci ricordiamo che invece tanto l’ha fatto.

Pure con quella stronza che gli ha detto ‘se vuoi uscire con me, devi chiedermelo in carta bollata’, pensando di fregarlo per sempre.
Lui ha chiamato un aggancio in Italia e la carta bollata se l’e’ fatta spedire veramente. E sulla carta bollata le ha scritto una lettera. Chiedendole il numero di telefono.

Come quando ha fatto IL PRANZO per un’altra. Composta da un menu’ sensoriale che noi mai riusciremo a replicare. Dall’aperitivo al dolce, con sorbetti e altre pause intermezzi. Il pranzo cominciava verso le 11 e finiva la mattina dopo.
E la lei di turno l’aveva cotta, a tavola, sul forno, ovunque. Dici scemo.
Io sono qui che ancora aspetto una cena, e ho molte meno pretese. Mi basta arrivare col vestitino bello, una bottiglia in mano e trovare tutto pronto. Dall’antipasto al dolce, all’entrata illuminata di candele.
Mentre gli giro per casa spiando tra i suoi libri e cd.
Ma cosi’ non vale, dice lo chef, che “e’ cosi’ romantico cucinare assieme”. Dici scemo.
Cosi’ io spadello mentre lui fuma la pipa per dare sapore di carbonella alla carne. Si gioca il vestitino, ma non e’ abbastanza lungimirante.

Noi contiamo sulla punta di mezza mano, Teddy Bear non conta piu’.
Ma continuiamo a volere uomini che fan gesti come lui … scusate sarò antica.
Perche’ i gesti, rimangono e dimostrano e richiedono impegno. A parole si fa tutto ed e’ tutto facile. Anche l’amore (tranne l’ATL…).
Perche’ siamo idiota romantiche. E ci fregano le idee di quelli. Quelli che:

  • Ci portano a vedere le stelle.
  • A vedere tramonti.
  • Ci dedicano canzoni.
  • Ci fanno un regalo inaspettato in un giorno qualunque.
  • Ci leggono libri prima di dormire.
  • Prendono biglietti del treno per farsi distanze chilometriche per vederci anche solo mezza giornata.
  • Ci scrivono lettere carta penna e francobollo. Nel 2021.
  • Ma soprattutto, portano la colazione a letto



Il mondo qua ci dice “belle ciccie, siete viziate, perché venite da un paese di Latin lovers”.
Altri dicono “nei film”.
Ma noi tipi cosi’ li conosciamo dal vivo, ed e’ sempre bello, nella dose giusta, averli a fianco.
Perche’ siamo donne dure/toste/indipendenti/che fanno sempre tutto da sole/nonciammazzanessuno.
Lo siamo sempre state.
Ma ogni tanto sapere che c’e’ qualcuno che non approfitti un po’ troppo di questa nostra forza fa bene.
Chiedeteci la (pen)ultima volta che stavamo male chi ci ha portato la medicina a letto. Noi stesse. E non perché non avessimo un uomo accanto.

E allora abbiamo imparato le nostre lezioni. E ci siamo ri-innamorate di questa specie di uomo che voi crediate sia in via d’estinzione. O fantascienza.

Ma vi giuriamo, esistono ancora.
Possono assomigliare a Chris Pine, Capparezza, o a Claire quando fa la compilation per Drew.
Possono essere alti, bassi, avere la tartaruga, avere la panza.

Basta che quando si spogliano non abbiano le mutande.

Parole prest-a-te

Atterrati su in Brianza come un 747 siam cresciuti di nascosto come le castagne matte. 
La regina Teodolinda ci faceva l’occhiolino ma noi irriconoscenti 
(non le siamo stati vicino). 
E ora ci manca casa. Bravi fessi. Cacchi nostri che abbiamo scelto di emigrare)
"Lombardia" - Mercanti di Liquore

Parole pre estate, prestate a te.
Un biglietto ricorda quanta Vita sia passata di mezzo.
Comica, testona, imprevedibile. Quanti lockdown prima del Coviddi ci hanno pure offerto. Tipo a tre per due.
Quanti biglietti presi, ripresi, spostati per tornare a casa. O più semplicemente, tornare. O torn’Are.
Quanti giorni su un totale di 731 siano stati nostri. Quante vacanze a Settembre, karaoki stonati, 40 gradi sudati. Gelati divorati. Divorato tutto giorno per giorno. Con un bagaglio di pettegolezzi che si trascinavano a dietro. Facendo la storia degli altri. La nostra? La vita è molto più sorprendente di un film. E la fisica quantistica la dice lunga sulle energie che si intrecciano ai tarocchi. Ve lo raccontassero, non ci credereste mai. Ma è tutto vero.

Condannati per presunta congiunta associazione a delinquere non si erano mai incontrati prima.
Finché un bel giorno hanno deciso che tutti questi sospetti, puramente infondati, (perché parla, la gente parla) era inutile portarseli
sulle spalle
senza nemmeno essersi mai visti in faccia.
O essersi stretti almeno la mano.
Così quando la giuria ha dato per assodato che il caso poteva essere chiuso decidendo che il clan certamente era stato dissolto, sti due sono diventati amici.
Con cotanto di presentazione prima ufficiale su un binario 1, anni fa, che oggi fa esattamente 2.
E finalmente guardandosi negli occhi.

“Piacere, mi hanno detto che so che numero di scarpe porti. E che conosco la costellazione 32 di nei sulla tua schiena.”

“Piacere mi hanno detto che avevo una mistress bellissima, ma qui vedo solo Miss – Tr – E – S (Miss troppo eccessivamente scema).”

“Ti importa dopo tutti i modi in cui ci hanno dipinto?”

“In effetti no, vieni, ti offro un cicchetto su quel ramo del lago di Manzoni che altrimenti non conoscerei.”

Affare fatto. Davanti alle mie montagne ed al mio lago, che non cambiano mai, ogni volta che torno a casa.

Davanti al suo lago famoso perché è toccato a tutti studiare i Promessi Sposi, e alle sue montagne, che sono montagne serie.

E ricordando quella sera serena sotto le stelle, seduta su una panchina, di fronte a una barchetta chiamata Giulietta (fa pandane con Romeo, e fa cliché un po’ fuor tono nella terra di Renzo e Lucia) non posso altro che diventare un soffio nostalgica di Casa. Finirà sto lockdown finirà. Torneremo a potere volare. E ad abbracciarci.

Buonanotte Lombardia

Mi ami? Ma quanto mi ami? Ma quanto mi costi…

L’amore ai tempi del telefono fisso.

Millenials: googlate 'spot Sip'. Riderete. Forse. 
Forse penserete eravamo degli alieni. A voi.

ATL* mi ha fatto ricordare di quanto sia per noi tutti ora normale essere supportati dalla tecnologia.
Ma non era troppo tempo fa quando l’amore erano immense telefonate dal telefono grigio della Sip con i bottoni rotondi.

Attraverso alcuni step:
1 recuperare il numero
2 recuperare il fiato
3 passare l’approvazione o non approvazione del clan
4 parlarci

Lo stalker si faceva attraverso la guida di tremila pagine che veniva recapitata a casa ogni anno (alla faccia del GDPR… ora sarebbero tutti in prigione).

Bastava sapere in che paese abitava lui, e come si chiamava il padre – allora era fatta.
Bastava che il padre non avesse omonimi in paese. Altrimenti era necessario sapere pure la via (almeno) se ti andava bene, e il numero civico se l’investigation richiedeva più sforzo.
Bastava che abitasse in provincia tua. Vi diciamo da millenni mogli e buoi. Ascoltate…
Quando eri senza indirizzo ma con tanta tenacia, due le opzioni:
1. chiedere (al malcapitato, o in versione soft a un amico) per i più forti di cuore
2. inseguirlo in macchina il sabato sera usciti dal locale con carta e penna in mano. E annotare i dettagli.

Poi chiamavi e mettevi giu’ e ti gasavi con le amiche perché avevi almeno ri-sentito la sua voce. E sapevi che dalle 6 alle 7 di ogni giovedì lui era a casa. Non roba da poco, sto telefono fisso. Per rispondere doveva essere domiciliato. Potevi iniziare a studiare le routines.

Se poi la cosa progrediva, allora dopo il jackpot, era tempo di appuntamenti alla cornetta. E cominciavano le infallibili tattiche evitasgamo.

“Meglio se mi chiami tra le 8 e le 9, quando mio padre guarda il tg che non se ne accorge”.
Ma alle 8 era il fratello maggiore al telefono con la fidanzata, e dunque saltavano i piani.

Tentava alle 7, ora di cena.
E per fortuna non c’erano ancora neppure i display.
Mamma: “Ma chi e’ sto deficiente che chiama quando la gente e’ a tavola? Lasciate suonare.”

Tentava alle 6. Ma tua sorella stava facendo una ricerca in internet. E ve lo ricordate, dico, quando internet occupava il telefono? Ecco.

Tentava il giorno dopo, alle 4, usciti da scuola.
Peccato che mamma a quell’ora era appena tornata a casa dalla spesa.
Allora al primo drin ti dovevi fiondare sul telefono prima che ci arrivasse lei … Altrimenti iniziavano gli interrogatori.
E se non c’erano interrogatori, c’erano spionaggi segreti. Da dietro la porta. O dal telefono numero due da cui bastava alzare una cornetta per ascoltare TUTTE le conversazioni.

E se non c’erano mamme c’erano i baby brothersegretari.
C’e’ Gringri” e’ una frase che a casa mia ha fatto la storia. Per fortuna Gringri e’ la mia amica di sempre. Quindi quando lui urlava a tutto il palazzo che lei mi cercava, mamma si allarmava al primo drin, ma poi si consolava non fosse un maschio.
Quando erano maschi gli mettevo un cartone per distrarlo, o una bavaglia al cianuro.
Dipende da quanto la conversazione poteva essere hot o privata. E’ cresciuto sano, molto sano, non vi preoccupate.

E quando toccava te a chiamare? Con la voce tremante, le gambe impazzite, scommettendo se avrebbe risposto la madre, il cane o la colf.
E invece era la nonna che era un po’ sorda “ma tu chi sei? Scusa, chi sei? Ripeti per favore”.

L’alternativa pivacy-romantica erano gettoni e cabine in mezzo a strada. Se ve le ricordate. Quelle arancioni. A Pomeo. C’era una volta.

Vecchi tempi, da galateo puro.
C’erano i muretti e i bar dove ci si trovava. E la precisione.
Che oggi con il telefonino in mano e’ un optional (sono in ritardo / possiamo cambiare posto? / mi si e’ bucata la gomma passi te? / il gatto ha deciso che si sposa e non posso mancare. Proprio oggi.)
Non c’erano email, video-calls, whatsapp etc etc.

C’erano carta e penna e francobolli. E le insane attese.

C’era la romanticheria. Pure coi primi telefonini, se uno ti chiamava o ti mandava messaggi sapevi che ci teneva. Consumava credito. E quando non poteva consumare credito e ti pensava ti faceva ‘lo squillo’.

Ora e’ tutto ‘gratis’.
Quanta gente, quanta, non vi chiamerebbe se non ci fossero zoom o whatsapp?
Quanti messaggi e offerte di puntelli e flirts vi sareste perse?
Il fatto è che il pool dei pretendenti allora un po’ si scremava da solo.
A meno che non foste in un giro di ricconi e figli di papà. Quelli ci provavano con tutti, regardless.
Ma io abitavo tra gente che “appena posso ricarico la sim”. Ed era bello sapere che con appena posso arrivavi tu.
Tranne in una stagione all’anno. A Natale. Con la Xmas card. Allora iniziavano i cani e porci.
Allora improvvisamente si ricordava di te l’ex, trovavi cugini di grado quattro,
il vicino di casa ti scriveva che eri gnocca, anche se non lo pensava.
Perché non si butta via niente.
Nemmeno il messaggio 999/1000 che ho pagato con le mie diecimila lire (LIRE ragazzi!!) e che non voglio assolutamente regalare a Vodafone (ogni tanto c’è da ammirare i Brianzoli per la loro tenacità).

E invece oggi… non c’e’ piu’ da sbattersi. E’ la fiera del tutto semplice.
Presunti spasimanti che ti cercano solo quando sono annoiati, dopo avere fatto il giro intero della rubrica con emoji. Perché ragazzi, pure la fatica di scrivere, costa.
Altrettanti ammiratori che fanno improvvisamente gli auguri di compleanno. Si sono ricordati? No, ovvio, gliel’ha ricordato FacciaLibro. Tanto un messaggio non costa nulla. Un mazzo di fiori si.
Poesie girate e rigirate. Chissà se pensava a me o era ubriaco.
Foto indecenti. Era meglio quando pure per le foto dovevi pagare per sviluppare un rullino da 36. Ora siete tutti megalomani dilettanti. Capite di nuovo che ho contro Postaltinder.

E infine:
Il gatto che mi scrive “torno alle 6.”
“No alle 7.”
“Ma forse non torno. Ci vediamo domani?”

E ci sono io.
Che sono qua ad ammettere pure che la tecnologia ha nettamente accorciato le distanze della mia vita da emigrata. Ed è davvero più facile ‘sentirsi vicini’.
Ma anche IO.
Che domani adotto un piccione viaggiatore. E poi vediamo chi.
Se non fossimo in lockdown potrebbe pure funzionare.




*Amore ai tempi del lockdown

Sleep tight

Poiché è risaputo che io sono l’unica strana essere umana che non sarebbe in grado di addormentarsi con la luce accesa….
Risaputo da tutti quelli che mi conoscono, ma non dagli spasimanti che dicono di volere essere liberi come l’aria e poi fanno regali da “quella è la cella, domani butto via la chiave”.
Che si possa star bene anche da soli per certa gente rimane davvero incomprensibile.

Non dormo con la luce accesa. Figuriamoci con una luce addosso…
Ma perdoniamolo, si sa che io vanvero … Dunque, perché darmi retta sul serio?

C’ho messo il gatto sopra.
E sono andata per i fatti miei.

La potenza di credersi unici in fase ATL.
Anche Tu Lesso.

Parla la gente purtroppo, parla

Sono fuori di testa - ma diversa da loro (pe n’accento)

E I Romanti(ni)steriosi (in sto caso piccoli Romani istero pericolosi) portano il nostro Bel Paese in testa alle news locali.
Tra pargoli di discendenza immigrata che pero’ non scordano il proprio albero genealogico e che li celebrano a 2000km da casa loro, a modo loro.
Piccole donne crescono, già ballerine provette, improvvisamente sognano di diventare groupies.
E, piccoli ometti in erba, tentano a modo loro di divenire figaccioni rocker mentre urlano con una chitarra immaginaria e tanto di banana in mano. Da qualche parte dovranno pure iniziare. Iniziano così:

“Sono FIORI di testa” (o fiori di zucca?). La lezione di U un altro giorno.

Perché qui, che arrivino sti 4 dopo avere avuto almeno dieci anni di celebrita’ per via del Bunga Bunga (storia che ancora dura. Essere zimbelli famosi. Per le donnacce del burlone.), ci esalta.
Oggi grande festa.

La matita ci piace, i capelli ci piacciono. Il look sto valutando, ma sicuramente meglio dei pjs al supermercato.
La storia della cocaina? Ce la porteremo avanti per un po’.
Se non sono mistress, qualche altro gossip per arrivare in testa ai giornali ce lo si doveva regalare. Perche’

Parla, la gente purtoppo
Parla, non sa di che cazzo
Parla


Voi pero’ non fate parlare me troppo di loro, che quando ho sbirciato le date di nascita: 1999, 2000, 2000, 2001 mi e’ venuto un coccolone.
“Non si può trovare un negozio di antiquariato in Via Del Corso” diceva un biondino dei tempi miei.
Rendeteve conto. Mentre questi erano praticamente in fasce Niccolo’ aveva gia’ predetto il futuro dei suoi giovani concittadini. Meglio di Nostradamus.
Cazzo. Sono davvero una donna di mezza eta’ come mi ricorda sempre qualcuno. Perche’ io quando questa canzone usciva, gia’ avevo la loro eta’. (Ri)cazzo.
Talmente una donna di mezza eta’ che quando ho visto le foto stamattina ho pure pensato ‘queste facce mi ricordano per qualche motivo i BluVertigo’. Reperti storici, per voi Millenials.

E non fate parlare me per loro
.
Che mo’, ok, abbasta, e prima Virgi, e Niccolo’, e poi Aurelia’, e ora questi? Facciamo che nella mia testa zitti e boni se ne stanno davvero. Perché me pagate voi per tentar un altro dialogo stile Capitolino (capitoliamo eccome capitoliamo)? E soprattutto chi lo paga il capo del redattore che se la ghigna sotto i baffi?
Non ha piu’ vent’anni nemmeno lui, invidia l’energia di questi ma intanto sa’ a chi far mettere i puntini sulle r. Sa’. Ce tiene. E’ (rigorosamente con accento da apostrofo sbagliata, daje) il suo mestiere. È che ora è no sfottio in amicizia, tra n po’ si renderà conto che potrebbe arricchirsine e finirà per chiedermi il conto. In natura.
Evvabbe’ che siamo single in lockdesperadown e che prima o poi finalmente, finira’ sta prigionia.
Vabbe’ che usciremo i vestiti,
le mini,
i segreti di Vittoria,
le scollature (non io, of course)
noi stesse,
e tutto sembrerà lecito.
Ma magari non ancora proprio tutto.

Il prossimo, fatemi un favore, un vippe che ciciara in Lu’mbard. Potrebbe salvarmi la vita.

Sapete che vi dico? Tra qualche giorno inizia la mia settimana senza il boss, e allora potrò pensare un po’ meno ai bambini (non solo il mio, ma anche questi, ragazzi, che teoricamente avrebbero potuto esser figli miei, partorendo supergiovane…) e ritornare a focalizzarmi sui brizzolati.

E c’è un qualcosa di confortante nel rientrare nella fascia d’età perfetta per potere avere sia un toyboy con poca esperienze ma tanta energia, che un pensionato con tanta esperienza ma che si scola qualche pastiglietta blu, o semplicemente, loro. Gli uomini della nostra generazione. E ci sono perks nell’essere single a inizio anta e sapere che scegliere, puoi, ma non è che devi per forza devi.

Se domani Morgan mi chiama sto giro gli dico di sì.


Fatevi avanti oh pretendenti.

by l’uomo più importante della mia vita, anni 8.

“Mamma, nessun uomo può entrare in casa senza che piaccia PRIMA A ME.
Ti faccio una lista….”

Perche’ io da sola io chissà cosa potrei combinare ….

Sono un po’ suspicios, mi dice.
Non e’ che staro’ frequentando un paio di spasimanti di nascosto da lui?
Sono forse indecisa come quando lui ha baciato quella sotto allo scivolo, e poi l’altra dietro la scuola, e loro alla fine l’hanno scoperto e l’hanno mollato?
Questo e’ successo due anni fa, e lui ancora quando ne parla e’ sinceramente addolorato.
‘Mamma, ma io le amavo tutte e due, davvero’.
(Se non lo amassi cosi’ tanto gli direi che per forza l’hanno beccato, e’ pur sempre un uomo contro due magnifiche …ma ho la responsabilità’ di averlo messo al mondo, devo rimboccarmi le maniche e spiegargli un paio di casette più importanti…)

Pero’, anche, gli concediamo che aveva 6 anni e mezzo e mi concedete di non preoccuparmi troppo? Grazie.

‘Mamma, sta cosa mi puzza comunque…’
Mi dice che sono troppo cool per non farli innamorare tutti, e poi, PERSINO il CCCE ha una fidanzata … (non riferite al padre, semmai).

Indaga indaga, ma non trova mai nulla di soddisfacente. (Sara’ che sono Donna?).

Avanti miei prodi, quello che piace a me lo scoprirete solo se passerete il suo test.
Se pensate di iniziare con una buona cena (a base di Nutella), potreste far contenti entrambi.
Se portate un dolcetto alla maria, magari non ditegli che e’ uno stupefacente. A chimica non e’ ancora arrivato.
Se fumate tabacco, sappiatelo, quella sostanza rientra nel punto uno per importanza (anche se non l’ha specificato).

Lasciate ogni speranza voi che entrate.
Tranne se avete un cane.
Da un paio di mesi il boss ha cambiato idea, anzi, ne vorrebbe uno.
Potrebbe essere un modo per conquistarlo.

Ma poi avreste tutte le ire, e gli artigli, del Gatto.
Valutate voi.


Le donne dei CCCE*.

*per chi non si ricorda, o che arriva ora, “Coniuge Che Chiamiamo Ex”

Uomini, se non ci fossero bisognerebbe inventarli, si diceva.
Sesso, senza di esso molte di noi non saprebbero proprio barcamenarcisi.
Ancora non trovo il genere mio abbastanza attraente da farne a meno. Magari mi eviterei tanti problemi. Magari scoprirei tanti mondi a me ignoti. Per ora, comunque, resto della mia idea.
Anche se, le donne, se non ci fossero loro, non ci sarebbe il mondo.

Quando incontrate uomo nella vostra vita, pensateci su. Che siate uomini o donne, pensateci.
Potete cosi’ chiedervi “viene prima l’uovo o la gallina?”.
Oppure, “vengono prima i semini o l’uovo”?
(Scusate, da ste parti stiamo in fase di “educazione sessuale” scolastica.)

Vengono prima i semini o l’uovo?
Mi direte che senza di quel piccolino sportivo per eccellenza, che corre corre corre e vince su tutti gli altri che a un certo punto si stancano e gli dicono ‘va be, vai avanti tu, tanto noi moriremo tutti’ un uovo non farebbe nulla.

Eppure non è del tutto così.
Fa’ una cosa, per gran parte della vita di moltissime donne, una volta ogni mese: arriva a rompere.
Ovvero: ci rende isteriche, ci fa avere caldo quando fa freddo, freddo quando fa caldo, ci da’ enormi fitte alla pancia.
Ma anche: ci da’ diritto a piagnucolii insensati, colazioni portate a letto, coccole elargite a iosa e dosi extralarge di cioccolata. Ed e’ un’ottima scusa per dire di NO, basta moltoooo poco con gli schizzinosi e risulta comunque piu’ efficace di un mal di testa con tutti gli altri. Non sottovalutiamo.
Poi, invece, le volte che decide di non restare solo o fa il miracolo (un’altra donna tra noi, evviva), o fa il danno (un altro e basta.)

Quando incontrate un deficiente nella vostra vita, o il vostro Prince Charming,
o vostro padre, zio, il vostro migliore amico….
Fossero, donne, anche Orlando, Renga, Aureliano, pensateci su.
Chi li ha portati in questo mondo, e’ comunque una. Di noi.
Non e’ un compito facile avere cotanta responsabilità.

Riflettevo dunque, su donne e responsabilità, e su quale siano quelle di una donna di un CCCE.
Donne, pensiamoci. La donna del vostro CCCE e’:
a) Colei che ve lo ha portato via?
Ovviamente e’ stata lei a fare tutto, essendo Donnastuta (senza tuta ma col vestitino sexy. Non come noi CCCE.). Si noti: il deficiente le e’ solo andato a dietro con l’unico neurone che aveva. Poiché’ era una testa di. Finale? E’ grazie a loro che ve ne siete liberati. Applauditela.
b) Quella che l’ha consolato non appena trapelava la possibilità’ che vi mollaste. Faro’ pure di tutta l’erba un fascio, ma inizio a credere che ‘gli uomini non sanno stare da soli’ non sia tanto una frase fatta. Non attorno a me, almeno. Ho infinita’ di esempi.
Ma perche’ biasimarli? Chi non vorrebbe mai avere accanto una grande Donna?
E’ che le donne sono un po’ crocerossine, un po’ sognatrici. Non smettono di sperare un giorno di trovare un grande uomo… e si impietosiscono, e ci cascano. Ritenta sarai piu’ fortunata. Ritenta.
c) Colei che era la sua CCCE prima di voi, ma la loro storia non e’ mai finita?
Non so che dire, uno che fa la collezione di CCCE e’ forse meglio perderlo che trovarlo? A meno che non vogliate entrare nei Guinness dei primati…

Oppure

d) Quella che passava di li’, per caso.
Mentre il vostro CCCE spergiurava agli amici che di donne non ne voleva più sapere (l’eccezione che conferma la regola, vi faremo una statua). Ma e’ capitato.

Non importa come sia successo, oggi e’ lei che sta col vostro CCCE. Peggio per lei, direte. Sfigata.
Un po’ ne rimanete comunque curiose, un po’ ve ne impietosite, forse ne siete anche, nonostante tutto, un po’ gelose.
E non dovete per forza averci a che fare.
Ma se avete dato alla luce i (vostri) figli del suo fidanzato/compagno/partner/deficiente probabilmente, in quei casi, per vie piu’ o meno indirette ne potreste venire a conoscenza. E ci dovrete, piu’ o meno, venire a che fare.

Lei e’ quella che:
1. Lascia romantiche impronte di rossetti sugli specchi: sta ancora alla fase tutto arrosto e niente fumo. Beata.
2. Lascia cornici piene di foto in cui sorride accanto al CCCE. Guardando in camera mentre il CCCE le schiocca un bacio sulla guancia. Come in tutte le foto con le sue ex, sorelle, amiche, donne. Auguri. Che vada a farsi una ricerca.
3. Non volevi vedere finche non te l’avessero presentata, ma Faccialibro e’ arrivato prima. Cosi’ hai imprecato quando hai ricevuto uno screenshot su whatsapp con la sua foto “te la giro, perche’ so che tu Faccialibro non lo usi”. Grazie Mark. Per avere comunque sempre tanti fan. Che non capiscono la scelta di abbandonarti.
3. Si è presentata alle feste degli amici della (sua) tua prole mentre la prole non toccava a te. Hai saputo della sua esistenza dalle mamme della scuola che
“abbiamo visto lui con la sua compagna, la dentista”
Silenzio
“oooppsss, che non lo sapevi?”
Sei rimasta allibita, poi ti sono girate perche’ hai scoperto che questa e’ diventata il taxi delle tue figlie. Perché il tuo CCCE fa buon viso a cattivo gioco. E’ lei che le scarrozza ovunque. A tua insaputa. Ed e’ talmente ufficiale che gli altri sanno persino che numero di scarpe porta.

Oppure.

Oppure si chiama Scaltra – S.C.Altra – Altra, come l’altra che non lascia mai tracce.
S.C. come sticazzi. StiCazziAltra. E a te lascio l’interpretazione preferita.
Non si presenta a feste della prole, non la vedrai mai in foto. È quella che si diletta a dipingere nudi. Quel quadro che il tuo CCCE ha appeso in camera? Non e’ altro che lei di schiena (dice lui). L’hanno vista pure i tuoi figli. Ma non la riconoscerebbero mai.
Lei è quella che ha i fatti suoi e nessuna intenzione di fare la plateata. Il debutto in società e’ solamente uno scherzo. A te lascia tutto il parentame e le feste comandate ancora assieme.
Non ne sospetteresti MAI.
Senonche’ il tuo CCCE e’ uomo. Non di una rara intelligenza come noi.
Comparisse qualche indizio, sai sicuramente che e’ dovuto alla sua sbadataggine.
Tu, per esempio, della notte tutto arrosto e niente fumo non saprai mai nulla. Perche’ lei non ha lasciato bacini ovunque ne’ ha dimenticato abbigliamento PostalTinder numero 6 nel corridoio senza che lui se ne accorgesse (sarebbe stato probabilmente facile).
Non conosce i tuoi (suoi) figli, dunque non ti arriveranno mai domande aperte tipo ‘perche’, mamma, papa’ ha una fidanzata e tu nessuno?!?’ (vi giuro che capita. Mio figlio mi ha persino fatto una lista di come deve essere il mio prossimo uomo, magari un giorno la postero’).
Ricorda, Il tuo CCCE, e’ un pirluomo.
E da oggi pure il Cretino Che Conoscete Entrambe (avere altro in comune? La prima e l’ultima lettera del nome? Potevate scegliere meglio).
E oggi il brillante l’ha riaccompagnata in stazione, e quando e’ tornato ha lasciato due caschi sul tavolo della cucina accanto a due tazze di caffe’. E tutta la scaltrezza e’ andata a farsi friggere. Nel fritto che lei non sa cucinare (un punto a te, benedetta Donna).
E tu sei Donna, sei intelligente, e ci sei stata assieme abbastanza a lungo per sapere che:
a) non ha nemmeno tre neuroni, figuriamoci se ha due teste;
b) non ha dovuto accompagnare la madre a fare il vaccino. Non c’e’ altra gente che lo tollererebbe cosi presto la mattina. Ne’ doveva portare (suo) tuo figlio a scuola, perche’ il figlio era da te;
d) non ha fatto bisboccia con gli amici, salvandone uno dalla sua CCCE con cui ancora convive..

Ma guarda un po’ il Karma …. ha fatto dimenticare ai tuoi (suoi) figli quella cosa cosi’ importante, a casa sua, proprio oggi. Capitava che passassi da li’.

Cara mia, ti si ammira tanto. Tanto che Scaltra dovrebbe riflettere sul fatto che un motivo se sei una CCCE c’e’, e filare a gambe levate. Ma forse se non avessi lasciato libera l’interpretazione del SC, avresti capito….

Scaltra non vorrebbe nulla da te, o forse, una cosa. Da CCCE a CCCE. Rivedere gli acronimi, che i vostri CCCE diventino CCCEEB (coloro che chiamate ex e basta). Basta na firmetta, ti puoi impegnare anche tu.

E una cosa col tuo nome da levare. Che le cose a tre non l’hanno mai ispirata. È una questione di principio, regole o non regole. Quando sarai la donna di un CCCE, e non solo una CCCE per se’, le darai ragione.

Mi scuso con tutti gli uomini, perche' in realtà io vi adoro. Ma stasera andava cosi'.
E bacio le CCCE che non verranno mai a dirvi in che guaio vi state ficcando. 
Dopotutto, non sono fatti nostri.