IL PRINCIPE che non voleva …

Sti tempi tutta la controversia sul consensuale, tirando in mezzo Biancaneve.
Dico io, ma Biancaneve? Povero Principe Azzurro. Lui, sono certa, davvero la voleva salvare.
Attenzione, non sto negando la validità o l’importanza dell’argomento, ma penso che forse ci sarebbero stati altri esempi piu’ eloquenti da porre…

Ma vi ricordate gli altri cartoni che guardavamo da piccoli?
Tutte ‘favole’ in cui ci passavano storie di sesso più o meno lecito, che se ne potrebbe fare un post.
Io mi limito a citarvi Abel e Arthur. E Georgie che si passava a turno i suoi fratellastri. Noi siamo sicuri che questo fosse consenziente, sano e pulito?
Ma li trasmetteva Bim Bum Bam sti cartoni, con Paolo Bonolis, Manuela e Uan. Che male ci poteva essere?

C’era pure Lamu’ che tutti i maschietti guardavano felici, e i commentini che uscivano erano sempre molto esilaranti. E che faceva puntualmente venire complessi di inferiorita’ a noi che cosi’ belle non lo saremmo mai state.

C’erano Candy Candy, Mila e Shiro, Anna dai capelli Rossi, Sara Lovely Sara, PollyAnna in braccio dello zio, Papa’ Gambalunga e Piccoli Problemi di Cuore. C’era Occhi di Gatto che faceva sesso col poliziotto Matthew, non perché lo amasse, ma per non dare sospetti… e vogliamo parlare di Margot con Lupin?

Aperte le danze. Quale tra queste o altre storie perverse era la vostra preferita?


Comunque. A proposito di consenso. Diciamocelo, nemmeno sono sempre le donne a rifiutarsi, anzi.
Non siamo piu’ ai tempi del ‘ho mal di testa’ univoco. Abbiamo viziato troppo i nostri amici maschietti, ora ne paghiamo le conseguenze. L’emancipazione ci ha fatto male, donne.

C’e’ un aneddoto nella mia cerchia di amici che fa cosi:
Lui l’ha invitata a cena. Lei e’ andata a cena. Ma piu’ della cena, e’ il dopocena che e’ passato alla storia.
Hanno magnato, e magnato bene, molto bene, e soprattutto molto. Focalizzatevi su molto.
Ora, si sa che mangiare con gusto e’ quasi bello come fare l’amore …. ho detto quasi.

Le cose piu’ belle della vita
O sono illegali
O sono immorali
O fanno ingrassare

George Bernard Shaw


Tutto molto romantico, perche’ io ve l’ho detto che di uomini romantici ce ne sono e ne esistono ancora.
Candele, calice di vino, cena preparata dalle sue manine. Un uomo che cucina, ha sempre mille punti in piu’.

Sara’ che siamo emigrate in un posto dove il cibo non e’, per cultura popolare, tra i desideri primi. Mi sorprende che la citazione qua sopra venga proprio da un’isolano, ma lui era avanti….
Sara’ che i nostri CCCE questa cultura la rappresentavano fin troppo bene. Troppo. Una volta il mio mi ha detto:

Voi (Italiani) vivete per mangiare, noi mangiamo per vivere



non gli si può forse dar torto, ma e’ un pezzo di mondo a cui io non voglio piu’ rinunciare, e evidentemente non sono l’unica….

Sara’ che troviamo molto seducente un uomo che mette passione, amore e gusto in tutto quello che fa.
Anche nelle cose semplici. Anche se e’ solo una pasta. Anche se e’ solo un aglio, olio e peperoncino alle 9 di sera con 52 gradi e te che grondi tutta l’acqua di cui e’ composto il tuo corpo e non sai se sopravviverai.
Ma sei seduta. Senza muovere un dito. Mentre gli guardi le spalle, ti godi il momento, e pensi di essere davvero fortunata. (Complimenti: intascare e mettere via).
Perche’ e’ facile portarti al ristorante….

Allora, si diceva, l’amica e’ andata a cena. Atmosfera perfetta, serata perfetta. Uno di fronte all’altra, tutta sera a chiacchierare guardandosi negli occhi.
Dopo il caffe’ lei si e’ alzata, ha girato attorno al tavolo, e’ andata a dargli un bacio.
Un bacio tira l’altro….

L’amico dice che era davvero pieno.
L’amica dice ‘mi ha detto, letteralmente: no, dai, ho appena mangiato’.
L’amico dice che era vero, e lei se le e’ legata al dito per nulla.
L’amica dice che sarebbe stato il finale perfetto per una serata cosi perfetta. Che ha continuato a essere perfetta, ma che comunque le ha fatto (sor)ridere il modo. Se l’e’ messa in tasca, ma la tira fuori ancora…
Ha sfondata una vaschetta di tre kg di gelato per compensare. A volte il cioccolato puo’ fare magie.
E non se le e’ legata al dito, ma ha raccontato a tutti che lui le ha detto di no una volta. Che comunque non e’ galante.
Pero’ continuano a volersi bene ed hanno raggiunto un agreement: d’ora in poi lui seguira’ ligiamente la sua dieta vegana da 10 kcal al giorno.
Noi amici diciamo che l’importante e’ che il tutto sia consenziente, non importa se la parte in questione e’ Bianca o il Principe. Ma non siamo davvero sicuri che il Principe sia disposto a mangiare cosi’ poco. Lo stiamo lentamente perdendo di vista – perche’ a quanto pare la dieta lo sta facendo letteralmente scomparire….

L’episodio ha dato il via a una conversazione tema: anche se questa non era una scusa,
quali sono le scuse piu’ idiotiche che abbiate mai ricevuto?
Una volta ho invitato un tizio a una mia festa di compleanno, esilarata dall’idea che i genitori fossero via ed avessi tutta la casa per me,
lui mi ha risposto
‘non posso, devo innaffiare le piante di mia madre’
Vi giuro che e’ vero, che ne scrivo tante di cazzate, ma questa e’ storia. La festa iniziava alle 9, e lui, come anticipato galantemente, non si e’ presentato.
A mezzanotte, poi, mi ha suonato il campanello portandomi un regalino.
L’ironia e’ che fosse un libro intitolato “Ti voglio tanto bene”. 3 ore per innaffiare due vasi. E quando arrivi nemmeno sali. Ti voglio tanto bene alle tue piante. Se me lo ricordo ancora un motivo ci sara’.

Ma ne ho sentite anche di peggio, nella stessa era.
Tipo: Lei tutta in tiro carina, che aspetta lui a sorpresa in casa sua, lui che entra e si ritira dicendo “devo portare giu’ la spazzatura”….

Ora non so se vent’anni fa in Brianza girasse qualche specifico veleno per rendere tutti questi uomini babbi, ma sono sicura non siamo state le uniche. E che, soprattutto, non fosse colpa nostra.

Fatevi aventi, mie principesse e principi, e raccontatemi dove si va quando il mal di testa o la panza piena sono state usate talmente troppo che bisogna cambiare disco….

Good luck.

Perché lui è Bono

You could have flown away, 
like a singing bird in a open cage 
who will only fly, only fly 
for freedom....

Bono avvistato all’isola d’Elba.
Ok, sarà pure arrivato con uno yacht privato.
Ma mi pare che il calendario sia uguale per tutti, e non siamo ancora al 19 Luglio quando il gentil governo ci concedera’ finalmente di muoverci, perché ne abbiamo bisogno, o voglia, senza necessariamente avere la GIUSTIFICAZIONE.
Com’è che lui può uscire da questa isola che è da sempre casa sua (per andare in vacanza)
e noi non possiamo tornare a un’isola che è da sempre di casa nostra (per tornare a Casa)?
Ditemi che aveva una ragione essenziale.
Tipo scappare dal freddo o dalla pioggia -> È anche la nostra.
Tipo andare a trovare la sua famiglia -> no quella sta a Dalkey mentre la mia in Brianza, vedete l’ironia.
Tipo che si rende conto di quanto sia meravigliosa l’Italia -> l’abbiamo imparato anche noi, grazie al.
E saluta persino alle telecamere, e ai fan. Non si rende conto…
It’s a beautiful day, staring at the sun, I’m not the only one (certo gli altri sono andati alle Canarie con la scusa di rifarsi le teethe, o I denti).

Dobbiamo perdonarlo Paul? Forse si è solo confuso.
Non aveva ancora trovato quel che cercava, e si è messo in viaggio in mare dove le strade non hanno un nome, e ha detto al Taoiseach che può vivere con o senza di lui. Ha dovuto finire in Italia per il suo acquisto. Tanto i 4000 euro di multa se lo beccano, non avrà certo problema a pagarli, lui
Mai avrei pensato un giorno di diventare invidiosa di una star.
Ma non lo odio, e so che ha carisma, e con quello ne fai di strada.
Perché l’ho visto. Perché non ho mai più visto un concerto così.
E sono ormai mille anni fa, quando, a Croke Park, potevamo stare ammassati respirando uno accanto all’altra senza lontanamente immaginare che un giorno una pandemia avrebbe bloccato tutte le gigs.
Quando gli stadi li riempivamo per la musica, e mica per fare vaccini.
Oggi è toccato a me (alleluia), in fila col mio numerino, solo che non c’erano bagarini a rincorrermi.
Mi ha fatto strano stare in uno stadio dopo tanto tempo, con tante persone così ordinate.
Boot 4. Ciao, grazie, alla prossima. E tra poco più di un mese avrò finalmente il mio green pass.

Paul non ha dovuto aspettare. Perché io sono intelligente, simpatica, bellissima, piena di talento. Ma lui ha una qualità molto importante a suo vantaggio: è bono. Di nome, di fatto. Avrà certamente sedotto tutte le poliziotte donne, da Dublino, alla Francia, a casa nostra.

Paul quando torni a casa, dalla Toscana, portaci una canzone.
Pensa a noi onesti cittadini che rispettiamo da babbi tutte le regole.
Sai? Faraway so close, e questo ATL, è davvero molto bello, e romantico, e quel che vuoi.
Ma ci siamo rotti le scatole di correre per restare fermi e se la cosa più dolce è scrivere una canzone per qualcuno, la serenata la vogliamo fare dal vivo. Con le stelle, i grilli e da balconcini che qua non abbiamo.
E sarà un giorno bellissimo.
Perché tutto quello che non puoi lasciarti a dietro è anche, semplicemente, a volte, pelle.

Ah la la la de day

Ah la la la de day
Ah la la de day

(I see two airlines, but I only see one way out – a boat).

Ma per fortuna o purtroppo lo sono



Io mi sento sempre un po’ cittadina del mondo.
Io non mi sento Italiana, ma per fortuna o purtroppo lo sono (per scopiazzare GG).

Io non mi sento Isolana, ma per fortuna o purtroppo (non) lo sono, almeno ufficialmente di cittadinanza.
Cosa faccio qui?

  • Mi esalto appena esce un po’ di sole
  • Ho la pelle scura
  • Continuo a dire che l’ananas sulla pizza non ci va
  • Non ho imparato a bere prosecco alle 3
  • Lascio entrare mio figlio nell’oceano a dieci gradi
  • Mi scotto senza crema 50
  • Mi piace la pizza pepperoni
  • Ho imparato a bere il FINTO cappuccino a tutte le ore



Io non mi sento, spesso, Brianzola. Ma parrebbe comunque lo sia.
25 anni della mia vita passati li, non so cosa abbiano esattamente fatto di me. Nel bene e nel male:

  1. Non sono abbastanza quel tipo di Brianzola che si interessa allo sport dello spetteguless.
  2. Non so fare la cassoeula (lacrime, lacrimosi e alluvioni)
  3. Faccio ormai tantissimi strafalcioni in Italiano. Figuriamoci in dialetto. Seppure sia de ca’ mia. So minga bona.

    Pero’, anche:
  4. Non so mai stare ferma e mi sono voluti cent’anni per imparare l’ arte del relax. Cosi’ ora quando torno trovo tutti nevrastenici che non sanno godersi l’oziare.
  5. Il mio guardaroba piange da solo, perché sebbene io abbia dato la colpa del non aver nulla alla pandemia e ai negozi chiusi, io odio fare shopping e spendere dane’ per me stessa. E due paia di scarpe poi a che servono? Finche’ non si rompono…
  6. Sono parsimoniosa, fin troppo ma al contrario di un Brianzolo vero non ho la banca piena di risparmi.
  7. Ho una Punto che stara’ con me finche’ regge, avrei scelto un Pandino, ma non l’ho trovato.
  8. Non so stare (ancora) ferma, ma sto migliorando col tempo. Tanto che ora quando torno a casa mi inquietano tutti questi personaggi che devono sempre avere qualcosa da fare, e che la mattina, alle 8 suonano i campanelli per farsi invitare a bere un caffe’. E sono già vestiti.

Durante i miei soggiorni Brianzoli se io sto in pigiama in salotto a cazzeggiare con mio figlio fino alle 10, suo nonno dopo un po’ inizia a innervosirsi. Non lo biasimo, e’ 60 anni che vive tra fa’ na i man. Io gli dico che siamo in vacanza, ma … stare fermi sul divano quando il mattino ha l’oro in bocca?
Mai. Vestitevi, lavatevi e se proprio venite con me in discarica. Va’ che bel.
Persino Falqui (un mio compaesano vip) ha dovuto inventarsi il confetto cosi’ poteva andare in bagno e starci per ore, senza che nessun fa na’ i man avesse da ridire. Ed e’ persino diventato ricco. Chiedetevi perche’.

Otello mi dice che ho un cuore di panna.
Come quella che a casa sua si mette sul gelato. E’ una bomba calorica stragolosa, ma a ca’ mia, al Lecca Lecca, il gelato e’ un cono e due palline, se ci mettessero pure la panna ti costerebbe almeno 10 cent extra. La panna, cari miei, non serve, fa solo ingrassare. Madonna che bontà. Ma una domani te set mia… magari ti fa venire dieci kg in piu’. E poi non ci stai piu’ sull’Ape Car, e devi ricomprarti il vestito bello. Non mi serve.

Otello dice pure che:
1. sono una da caciara, na ciciaruna insomma. Un personaggio che starebbe bene in osteria, a fare un giro di passatella. Con tanto di coltellacci perche’ sono una donna feroce.
Io sto sempre meglio a Rossino, e se proprio proprio i coltelli (svizzeri) li uso per sagomarmi un bastone per andare in Grignetta. Ma Otello che ne sa, le sue mica sono Montagne.
2. non sono una che va persino la domenica mattina a lavorare nella fabbrichetta del papi, ma una donna da gita in spiaggia il weekend. Questo sarebbe pure vero, ma il mare piu’ vicino alla Brianza e’ a Genova. Quindi non si puo’.
3. sono una che ha abitudini che non tutti i fa’ na i man comprendono, e sa che apprezzerei la dolce vita.
E io la dolce vita la apprezzo e come, e pure la sua amatriciana, e soprattutto la sua amatriciana. Ho pure smesso di essere vegetariana per lui.
E lui ci prova, ma, nonostante tutto, per la gola o per i gatti, ancora non mi prende.

Perche’ forse ha ragione la MIA Virgi, e moglie e buoi dei paesi tuoi stavolta me lo tatuo sulla caviglia.
C’e’ solo un uomo a cui veramente anelo, ora, perche’ viene dal migliore dei mondi.
So chiama Corrado. Padre Siciliano e madre Brianzola. Lui si che mi capisce.

Ve lo presento. “La condivisione e’ bella”, dice. E allora condivido.

Disclaimer: il video e’ un po’ lunghetto, ma non ho trovato spezzoni, dunque …Lui e’ stupendo. E … riesce sempre a strapparmi un sorriso, anche quando ci dipinge come deficienti assoluti.

https://www.youtube.com/watch?v=xAAhlDLwL5o

Tre donne e una mutanda


Ogni tanto si cazzeggia anche noi. La stupidera, si sa, avanza parallelamente all’eta’.
Nel tentativo di convincermi che a PostalTinder potrei abituarmi anche io, le amiche single mi portano in un weekend all’avanscoperta di ‘quelli che vediamo in giro’.

In spiaggia.
Guardando i coraggiosi che fanno il bagno.
Ci hanno sempre insegnato che sono gli uomini che fanno calare la palpebra, sono gli uomini che si interessano al sesso, sono gli uomini che rimorchiano per primi.
Esperienza dice invece che sono gli esseri umani.

Solo che noi non entriamo in acqua con le mutande. O anche – non entriamo in acqua con dieci gradi.

Non ci prendiamo mai troppo sul serio, e sappiamo:

  • di non essere fotomodelle
  • di avere un IQ cosi’ alto da spaventarli tutti
  • che vivendo in semilockdown la prova bikini e’ lontana. Dunque alla cellulite non pensiamo. La panza? durante il lockdown non abbiamo fatto altro che mangiare. Perdonateci, ogni altro piacere ci era precluso. Persino quelli che ci avrebbero fatte dimagrire, vedete voi.


Sorvoliamo su noi stesse e ammiriamo la coraggiosa fauna locale, che cresciuta con 15 gradi medi all’anno a 20 gradi (alleluia ogni tanto capita) e’ felice di sguazzare nell’oceano. E SENZA muta sto giro.

Perciò quando vediamo Ciccio uscire da sirenetto dalle onde un paio di domande ce le facciamo.
1. Come fa ad avere più tette di me?
2. Nemmeno Raul Bova in quel film si poteva vedere…
e si lo so che non siamo modelle, ma il costumutandino no dai. Senza offese.
Abbiamo gusti molto diversi, ma concordiamo su una cosa:
dopo il calzino a letto, la mutanda vince per essere la cosa più antisexy del mondo. O forse vanno persino pari.
Spogliatevi gente, e stupiteci.

Poi ci chiediamo cosa preferisca il sesso opposto. Quindi chiamiamo l’aiuto a casa. E interpelliamo l’amico cuccadores. Altro single che pero’ single non resta mai a lungo. Perché e’ Teddy Bear, e ha la schiera di donne che lo aspettano. Sempre.

Ma tu preferisci i boxer o le mutande?
“Mutande al lavoro, boxer fuori. Par condicio.”

La risposta ci piace. Sappiamo che regalargli il prossimo compleanno. A strisce bianche e nere. Forza Torino.

Ci chiediamo cosa potremmo imparare da lui. Lui ci direbbe innanzitutto ad ascoltarlo, e che ce l’aveva detto. Donna avvisata. Il prossimo fidanzato, dice, deve avere il suo approval.

Ci chiediamo come e’ che tutte le donne caschino sempre ai suoi piedi, senza che lui faccia nulla.
Poi ci ricordiamo che invece tanto l’ha fatto.

Pure con quella stronza che gli ha detto ‘se vuoi uscire con me, devi chiedermelo in carta bollata’, pensando di fregarlo per sempre.
Lui ha chiamato un aggancio in Italia e la carta bollata se l’e’ fatta spedire veramente. E sulla carta bollata le ha scritto una lettera. Chiedendole il numero di telefono.

Come quando ha fatto IL PRANZO per un’altra. Composta da un menu’ sensoriale che noi mai riusciremo a replicare. Dall’aperitivo al dolce, con sorbetti e altre pause intermezzi. Il pranzo cominciava verso le 11 e finiva la mattina dopo.
E la lei di turno l’aveva cotta, a tavola, sul forno, ovunque. Dici scemo.
Io sono qui che ancora aspetto una cena, e ho molte meno pretese. Mi basta arrivare col vestitino bello, una bottiglia in mano e trovare tutto pronto. Dall’antipasto al dolce, all’entrata illuminata di candele.
Mentre gli giro per casa spiando tra i suoi libri e cd.
Ma cosi’ non vale, dice lo chef, che “e’ cosi’ romantico cucinare assieme”. Dici scemo.
Cosi’ io spadello mentre lui fuma la pipa per dare sapore di carbonella alla carne. Si gioca il vestitino, ma non e’ abbastanza lungimirante.

Noi contiamo sulla punta di mezza mano, Teddy Bear non conta piu’.
Ma continuiamo a volere uomini che fan gesti come lui … scusate sarò antica.
Perche’ i gesti, rimangono e dimostrano e richiedono impegno. A parole si fa tutto ed e’ tutto facile. Anche l’amore (tranne l’ATL…).
Perche’ siamo idiota romantiche. E ci fregano le idee di quelli. Quelli che:

  • Ci portano a vedere le stelle.
  • A vedere tramonti.
  • Ci dedicano canzoni.
  • Ci fanno un regalo inaspettato in un giorno qualunque.
  • Ci leggono libri prima di dormire.
  • Prendono biglietti del treno per farsi distanze chilometriche per vederci anche solo mezza giornata.
  • Ci scrivono lettere carta penna e francobollo. Nel 2021.
  • Ma soprattutto, portano la colazione a letto



Il mondo qua ci dice “belle ciccie, siete viziate, perché venite da un paese di Latin lovers”.
Altri dicono “nei film”.
Ma noi tipi cosi’ li conosciamo dal vivo, ed e’ sempre bello, nella dose giusta, averli a fianco.
Perche’ siamo donne dure/toste/indipendenti/che fanno sempre tutto da sole/nonciammazzanessuno.
Lo siamo sempre state.
Ma ogni tanto sapere che c’e’ qualcuno che non approfitti un po’ troppo di questa nostra forza fa bene.
Chiedeteci la (pen)ultima volta che stavamo male chi ci ha portato la medicina a letto. Noi stesse. E non perché non avessimo un uomo accanto.

E allora abbiamo imparato le nostre lezioni. E ci siamo ri-innamorate di questa specie di uomo che voi crediate sia in via d’estinzione. O fantascienza.

Ma vi giuriamo, esistono ancora.
Possono assomigliare a Chris Pine, Capparezza, o a Claire quando fa la compilation per Drew.
Possono essere alti, bassi, avere la tartaruga, avere la panza.

Basta che quando si spogliano non abbiano le mutande.

Parole prest-a-te

Atterrati su in Brianza come un 747 siam cresciuti di nascosto come le castagne matte. 
La regina Teodolinda ci faceva l’occhiolino ma noi irriconoscenti 
(non le siamo stati vicino). 
E ora ci manca casa. Bravi fessi. Cacchi nostri che abbiamo scelto di emigrare)
"Lombardia" - Mercanti di Liquore

Parole pre estate, prestate a te.
Un biglietto ricorda quanta Vita sia passata di mezzo.
Comica, testona, imprevedibile. Quanti lockdown prima del Coviddi ci hanno pure offerto. Tipo a tre per due.
Quanti biglietti presi, ripresi, spostati per tornare a casa. O più semplicemente, tornare. O torn’Are.
Quanti giorni su un totale di 731 siano stati nostri. Quante vacanze a Settembre, karaoki stonati, 40 gradi sudati. Gelati divorati. Divorato tutto giorno per giorno. Con un bagaglio di pettegolezzi che si trascinavano a dietro. Facendo la storia degli altri. La nostra? La vita è molto più sorprendente di un film. E la fisica quantistica la dice lunga sulle energie che si intrecciano ai tarocchi. Ve lo raccontassero, non ci credereste mai. Ma è tutto vero.

Condannati per presunta congiunta associazione a delinquere non si erano mai incontrati prima.
Finché un bel giorno hanno deciso che tutti questi sospetti, puramente infondati, (perché parla, la gente parla) era inutile portarseli
sulle spalle
senza nemmeno essersi mai visti in faccia.
O essersi stretti almeno la mano.
Così quando la giuria ha dato per assodato che il caso poteva essere chiuso decidendo che il clan certamente era stato dissolto, sti due sono diventati amici.
Con cotanto di presentazione prima ufficiale su un binario 1, anni fa, che oggi fa esattamente 2.
E finalmente guardandosi negli occhi.

“Piacere, mi hanno detto che so che numero di scarpe porti. E che conosco la costellazione 32 di nei sulla tua schiena.”

“Piacere mi hanno detto che avevo una mistress bellissima, ma qui vedo solo Miss – Tr – E – S (Miss troppo eccessivamente scema).”

“Ti importa dopo tutti i modi in cui ci hanno dipinto?”

“In effetti no, vieni, ti offro un cicchetto su quel ramo del lago di Manzoni che altrimenti non conoscerei.”

Affare fatto. Davanti alle mie montagne ed al mio lago, che non cambiano mai, ogni volta che torno a casa.

Davanti al suo lago famoso perché è toccato a tutti studiare i Promessi Sposi, e alle sue montagne, che sono montagne serie.

E ricordando quella sera serena sotto le stelle, seduta su una panchina, di fronte a una barchetta chiamata Giulietta (fa pandane con Romeo, e fa cliché un po’ fuor tono nella terra di Renzo e Lucia) non posso altro che diventare un soffio nostalgica di Casa. Finirà sto lockdown finirà. Torneremo a potere volare. E ad abbracciarci.

Buonanotte Lombardia

Mi ami? Ma quanto mi ami? Ma quanto mi costi…

L’amore ai tempi del telefono fisso.

Millenials: googlate 'spot Sip'. Riderete. Forse. 
Forse penserete eravamo degli alieni. A voi.

ATL* mi ha fatto ricordare di quanto sia per noi tutti ora normale essere supportati dalla tecnologia.
Ma non era troppo tempo fa quando l’amore erano immense telefonate dal telefono grigio della Sip con i bottoni rotondi.

Attraverso alcuni step:
1 recuperare il numero
2 recuperare il fiato
3 passare l’approvazione o non approvazione del clan
4 parlarci

Lo stalker si faceva attraverso la guida di tremila pagine che veniva recapitata a casa ogni anno (alla faccia del GDPR… ora sarebbero tutti in prigione).

Bastava sapere in che paese abitava lui, e come si chiamava il padre – allora era fatta.
Bastava che il padre non avesse omonimi in paese. Altrimenti era necessario sapere pure la via (almeno) se ti andava bene, e il numero civico se l’investigation richiedeva più sforzo.
Bastava che abitasse in provincia tua. Vi diciamo da millenni mogli e buoi. Ascoltate…
Quando eri senza indirizzo ma con tanta tenacia, due le opzioni:
1. chiedere (al malcapitato, o in versione soft a un amico) per i più forti di cuore
2. inseguirlo in macchina il sabato sera usciti dal locale con carta e penna in mano. E annotare i dettagli.

Poi chiamavi e mettevi giu’ e ti gasavi con le amiche perché avevi almeno ri-sentito la sua voce. E sapevi che dalle 6 alle 7 di ogni giovedì lui era a casa. Non roba da poco, sto telefono fisso. Per rispondere doveva essere domiciliato. Potevi iniziare a studiare le routines.

Se poi la cosa progrediva, allora dopo il jackpot, era tempo di appuntamenti alla cornetta. E cominciavano le infallibili tattiche evitasgamo.

“Meglio se mi chiami tra le 8 e le 9, quando mio padre guarda il tg che non se ne accorge”.
Ma alle 8 era il fratello maggiore al telefono con la fidanzata, e dunque saltavano i piani.

Tentava alle 7, ora di cena.
E per fortuna non c’erano ancora neppure i display.
Mamma: “Ma chi e’ sto deficiente che chiama quando la gente e’ a tavola? Lasciate suonare.”

Tentava alle 6. Ma tua sorella stava facendo una ricerca in internet. E ve lo ricordate, dico, quando internet occupava il telefono? Ecco.

Tentava il giorno dopo, alle 4, usciti da scuola.
Peccato che mamma a quell’ora era appena tornata a casa dalla spesa.
Allora al primo drin ti dovevi fiondare sul telefono prima che ci arrivasse lei … Altrimenti iniziavano gli interrogatori.
E se non c’erano interrogatori, c’erano spionaggi segreti. Da dietro la porta. O dal telefono numero due da cui bastava alzare una cornetta per ascoltare TUTTE le conversazioni.

E se non c’erano mamme c’erano i baby brothersegretari.
C’e’ Gringri” e’ una frase che a casa mia ha fatto la storia. Per fortuna Gringri e’ la mia amica di sempre. Quindi quando lui urlava a tutto il palazzo che lei mi cercava, mamma si allarmava al primo drin, ma poi si consolava non fosse un maschio.
Quando erano maschi gli mettevo un cartone per distrarlo, o una bavaglia al cianuro.
Dipende da quanto la conversazione poteva essere hot o privata. E’ cresciuto sano, molto sano, non vi preoccupate.

E quando toccava te a chiamare? Con la voce tremante, le gambe impazzite, scommettendo se avrebbe risposto la madre, il cane o la colf.
E invece era la nonna che era un po’ sorda “ma tu chi sei? Scusa, chi sei? Ripeti per favore”.

L’alternativa pivacy-romantica erano gettoni e cabine in mezzo a strada. Se ve le ricordate. Quelle arancioni. A Pomeo. C’era una volta.

Vecchi tempi, da galateo puro.
C’erano i muretti e i bar dove ci si trovava. E la precisione.
Che oggi con il telefonino in mano e’ un optional (sono in ritardo / possiamo cambiare posto? / mi si e’ bucata la gomma passi te? / il gatto ha deciso che si sposa e non posso mancare. Proprio oggi.)
Non c’erano email, video-calls, whatsapp etc etc.

C’erano carta e penna e francobolli. E le insane attese.

C’era la romanticheria. Pure coi primi telefonini, se uno ti chiamava o ti mandava messaggi sapevi che ci teneva. Consumava credito. E quando non poteva consumare credito e ti pensava ti faceva ‘lo squillo’.

Ora e’ tutto ‘gratis’.
Quanta gente, quanta, non vi chiamerebbe se non ci fossero zoom o whatsapp?
Quanti messaggi e offerte di puntelli e flirts vi sareste perse?
Il fatto è che il pool dei pretendenti allora un po’ si scremava da solo.
A meno che non foste in un giro di ricconi e figli di papà. Quelli ci provavano con tutti, regardless.
Ma io abitavo tra gente che “appena posso ricarico la sim”. Ed era bello sapere che con appena posso arrivavi tu.
Tranne in una stagione all’anno. A Natale. Con la Xmas card. Allora iniziavano i cani e porci.
Allora improvvisamente si ricordava di te l’ex, trovavi cugini di grado quattro,
il vicino di casa ti scriveva che eri gnocca, anche se non lo pensava.
Perché non si butta via niente.
Nemmeno il messaggio 999/1000 che ho pagato con le mie diecimila lire (LIRE ragazzi!!) e che non voglio assolutamente regalare a Vodafone (ogni tanto c’è da ammirare i Brianzoli per la loro tenacità).

E invece oggi… non c’e’ piu’ da sbattersi. E’ la fiera del tutto semplice.
Presunti spasimanti che ti cercano solo quando sono annoiati, dopo avere fatto il giro intero della rubrica con emoji. Perché ragazzi, pure la fatica di scrivere, costa.
Altrettanti ammiratori che fanno improvvisamente gli auguri di compleanno. Si sono ricordati? No, ovvio, gliel’ha ricordato FacciaLibro. Tanto un messaggio non costa nulla. Un mazzo di fiori si.
Poesie girate e rigirate. Chissà se pensava a me o era ubriaco.
Foto indecenti. Era meglio quando pure per le foto dovevi pagare per sviluppare un rullino da 36. Ora siete tutti megalomani dilettanti. Capite di nuovo che ho contro Postaltinder.

E infine:
Il gatto che mi scrive “torno alle 6.”
“No alle 7.”
“Ma forse non torno. Ci vediamo domani?”

E ci sono io.
Che sono qua ad ammettere pure che la tecnologia ha nettamente accorciato le distanze della mia vita da emigrata. Ed è davvero più facile ‘sentirsi vicini’.
Ma anche IO.
Che domani adotto un piccione viaggiatore. E poi vediamo chi.
Se non fossimo in lockdown potrebbe pure funzionare.




*Amore ai tempi del lockdown

Sleep tight

Poiché è risaputo che io sono l’unica strana essere umana che non sarebbe in grado di addormentarsi con la luce accesa….
Risaputo da tutti quelli che mi conoscono, ma non dagli spasimanti che dicono di volere essere liberi come l’aria e poi fanno regali da “quella è la cella, domani butto via la chiave”.
Che si possa star bene anche da soli per certa gente rimane davvero incomprensibile.

Non dormo con la luce accesa. Figuriamoci con una luce addosso…
Ma perdoniamolo, si sa che io vanvero … Dunque, perché darmi retta sul serio?

C’ho messo il gatto sopra.
E sono andata per i fatti miei.

La potenza di credersi unici in fase ATL.
Anche Tu Lesso.

Parla la gente purtroppo, parla

Sono fuori di testa - ma diversa da loro (pe n’accento)

E I Romanti(ni)steriosi (in sto caso piccoli Romani istero pericolosi) portano il nostro Bel Paese in testa alle news locali.
Tra pargoli di discendenza immigrata che pero’ non scordano il proprio albero genealogico e che li celebrano a 2000km da casa loro, a modo loro.
Piccole donne crescono, già ballerine provette, improvvisamente sognano di diventare groupies.
E, piccoli ometti in erba, tentano a modo loro di divenire figaccioni rocker mentre urlano con una chitarra immaginaria e tanto di banana in mano. Da qualche parte dovranno pure iniziare. Iniziano così:

“Sono FIORI di testa” (o fiori di zucca?). La lezione di U un altro giorno.

Perché qui, che arrivino sti 4 dopo avere avuto almeno dieci anni di celebrita’ per via del Bunga Bunga (storia che ancora dura. Essere zimbelli famosi. Per le donnacce del burlone.), ci esalta.
Oggi grande festa.

La matita ci piace, i capelli ci piacciono. Il look sto valutando, ma sicuramente meglio dei pjs al supermercato.
La storia della cocaina? Ce la porteremo avanti per un po’.
Se non sono mistress, qualche altro gossip per arrivare in testa ai giornali ce lo si doveva regalare. Perche’

Parla, la gente purtoppo
Parla, non sa di che cazzo
Parla


Voi pero’ non fate parlare me troppo di loro, che quando ho sbirciato le date di nascita: 1999, 2000, 2000, 2001 mi e’ venuto un coccolone.
“Non si può trovare un negozio di antiquariato in Via Del Corso” diceva un biondino dei tempi miei.
Rendeteve conto. Mentre questi erano praticamente in fasce Niccolo’ aveva gia’ predetto il futuro dei suoi giovani concittadini. Meglio di Nostradamus.
Cazzo. Sono davvero una donna di mezza eta’ come mi ricorda sempre qualcuno. Perche’ io quando questa canzone usciva, gia’ avevo la loro eta’. (Ri)cazzo.
Talmente una donna di mezza eta’ che quando ho visto le foto stamattina ho pure pensato ‘queste facce mi ricordano per qualche motivo i BluVertigo’. Reperti storici, per voi Millenials.

E non fate parlare me per loro
.
Che mo’, ok, abbasta, e prima Virgi, e Niccolo’, e poi Aurelia’, e ora questi? Facciamo che nella mia testa zitti e boni se ne stanno davvero. Perché me pagate voi per tentar un altro dialogo stile Capitolino (capitoliamo eccome capitoliamo)? E soprattutto chi lo paga il capo del redattore che se la ghigna sotto i baffi?
Non ha piu’ vent’anni nemmeno lui, invidia l’energia di questi ma intanto sa’ a chi far mettere i puntini sulle r. Sa’. Ce tiene. E’ (rigorosamente con accento da apostrofo sbagliata, daje) il suo mestiere. È che ora è no sfottio in amicizia, tra n po’ si renderà conto che potrebbe arricchirsine e finirà per chiedermi il conto. In natura.
Evvabbe’ che siamo single in lockdesperadown e che prima o poi finalmente, finira’ sta prigionia.
Vabbe’ che usciremo i vestiti,
le mini,
i segreti di Vittoria,
le scollature (non io, of course)
noi stesse,
e tutto sembrerà lecito.
Ma magari non ancora proprio tutto.

Il prossimo, fatemi un favore, un vippe che ciciara in Lu’mbard. Potrebbe salvarmi la vita.

Sapete che vi dico? Tra qualche giorno inizia la mia settimana senza il boss, e allora potrò pensare un po’ meno ai bambini (non solo il mio, ma anche questi, ragazzi, che teoricamente avrebbero potuto esser figli miei, partorendo supergiovane…) e ritornare a focalizzarmi sui brizzolati.

E c’è un qualcosa di confortante nel rientrare nella fascia d’età perfetta per potere avere sia un toyboy con poca esperienze ma tanta energia, che un pensionato con tanta esperienza ma che si scola qualche pastiglietta blu, o semplicemente, loro. Gli uomini della nostra generazione. E ci sono perks nell’essere single a inizio anta e sapere che scegliere, puoi, ma non è che devi per forza devi.

Se domani Morgan mi chiama sto giro gli dico di sì.