Killing the night

Sono in un pub fatto di legno, di botti, di mattoni a vista, e che sa di fermata pre. Ho un’oretta da perdere prima di andare a una fermata, per prendere un autobus, per prendere un aereo, per andare. Nel posto in cui non abito. Dove ancora e’ estate. Col mio maglione pesante, i jeans, gli stivali. Che qua è arrivato l’inverno. Con la mia borsa amica di mille avventure, la borsa di Mary Poppins. Quella che, regardless, si infila sotto tutti i sedili. È l’ultimo viaggio così di quest’anno perché, finalmente, hanno deciso di mettere un diretto tra il posto dove abito e quello dove non abito. Il che vuol dire sette ore di viaggio in meno al minimo. Al minimo minimo. Un viaggio do durata mediana dodici ore da punto a a punto b che si trasformerà in un viaggio di quattro da punto a a punto b. C’è quasi da commuoversi. Pregate che l’esperimento Ryanair vada bene e che ce lo mantengano, un po’ come è successo alla tratta posto dove abito – posto dove sono cresciuta, aka, El paesel. Al paesello, l’ultima volta che ci sono passata, ho comprato la polenta bergamasca ed un salamino Brianza. Li ho fatti volare con me, dal posto dove sono cresciuta, al posto dove abito. E ora (ri)voleranno con me, dal posto dove abito, a quello dove non abito. Credevano di farsi vacanze a gratis non sapendo che il prezzo da pagare era molto più alto di quello dei miei biglietti aerei, stupidamente ignorando la loro fine: direzione effettiva stomaci nostri. Verranno rinfrescati da eventuali succhi gastrici nel luogo dove un giorno ho mangiato l’amatriciana più buona della mia vita, ma dove non ho MAI mangiato la polenta. La polenta, mi diceva sempre mia nonna, era il cibo dei poveri, perché la farina costava poco ma riempiva gli stomaci e scaldava un po’ l’anima. Ora mangiare la polenta con venticinque gradi non è il massimo, lo so, ma nella mia testa, e nel mio cuore è Ottobre. È la stagione dei mille colori, le foglie che cadono, le caldarroste e il primo freddo che arriva. Non nel posto dove non abito. Li non fa freddo manco a Dicembre, li non fa freddo mai. Quindi inutile aspettare più di tanto per omaggiare gli amici “di tradizioni nordiche”. Il cinghiale sta a marinare stanotte, mentre io viaggio, e domani al mio arrivo sarà pronto per essere cucinato accanto alla mia gialla delizia. C’è qualcosa che scalda molto, moltissimo, nel cucinare per le persone a cui vuoi bene, nel cucinare con quelle a cui vuoi bene. Siamo così diversi nel modo di fare le cose che finisce un po’ sempre come si dice qui, con un “too many cooks in the kitchen”, ma siamo così pieni di gioia nel farlo, che alla fine quello vince.

Come ha detto una mia amica oggi “il core sta nello stomaco”. E quando sia il core che lo stomaco stanno nel regno del cibo buono, non può che essere festa.

Non vedo l’ora di essere su quel bus e mettermi a dormire, non vedo l’ora di essere su quell’aereo e continuare a farlo, e poi svegliarmi, aprire gli occhi e trovarmela, li’, davanti, domattina. La nonmiacitta’.

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Pubblicato da Mlikyway

Mai prendersi troppo sul serio ;)

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