Something gotta give

Una mattina, prima delle vacanze, mi sono svegliata e mi sono accorta che tutti i vestiti estivi, che uso mediamente una settimana all’anno, mi stavano stretti.
Io che sono una non sportiva per eccellenza mi sono detta “pazienza, li uso solo una settimana all’anno”.
Poi sono andata in vacanza ed ho iniziato a sentire parlare dell’ intermittent fasting.
Ho provato per curiosità’, ho continuato perche’ e’ diventata una bella abitudine.
Mi e’ scattata una molla, una di quelle molle che non si sa perche’ ti scattano, ma doveva farlo da sola, che con me sarebbe rimasta in letargo tutta la vita. Non chiedetemi perche’ ma questo ritmo mi sta piacendo, ne inizio persino a sentire il bisogno.
Ho iniziato a fare ginnastica, poca, ma regolare.
Ho ripreso i suggerimenti che la nutrizionista mi aveva dato qualche tempo fa, che per me si traducono in un: mangia mangia mangia, porzioni che mi sembrano da gigante. Ma non fanno ingrassare.
Ho persino abbandonato la mia pancetta arrotolata del cuore – in cambio se ne e’ andata pure la mia dal corpo … sta molla deve essere davvero potente.
Ho smesso di mangiare dolci, cibi processati, schifezze in genere.
Un po’ per via della molla interna ma credo pure un po’ per amor (o invidia) di Ossicino, che e’ da una vita che mi dice che sta robaccia fa male.
Io ovviamente non l’ho mai ascoltato, ma la mia molla si e’ svegliata un giorno pensando di seguire il suo lead.
Si vede che voleva sfidarlo, forse ora potrei riuscire a entrare persino nei suoi vestiti.

Niente piu’ colazioni a letto tra muffin, brioches e biscotti.
Verdure, verdure, proteine, carbs e yogurt e mirtilli come snack.

Dopo un mese faccio l’assessment dei primi risultati. Posso dirmi soddisfatta?
Sono rientrata in tutti i miei vestiti, non solo quelli estivi, ma pure gli altri da vita Isolana che pensavo di dare via perche’ ‘non mi staranno mai piu’. Ora mi stanno persino un po’ larghi.
E, attenzione attenzione, come se fosse la cosa piu’ imprevedibile del mondo, tamburi e tamburelli e urla (di poca gioia) …sono RI-USCITA da tutti i miei reggiseni, che gia’ non mi sono mai stati piccoli.

Mentre googlavo siti di intimo per vedere se esistesse una taglia – 10 coppa T di tavolozza, mi e’ apparsa una foto di Ilary in costume, che ha un vitino largo quasi quanto il mio ma un decolte’ che nemmeno se ri-ingrasso di 200 kg io avrò mai. Forse e’ l’aria di Sabaudia. Forse e’ ora di pensare a qualche gitarella quando vado nel posto in cui non abito.
La mia molla mi ha cazziata, dicendomi che sto gia’ cercando scuse per mollare la vita healthy.
Non le ho risposto.

Il mio metabolismo mi sta dicendo una cosa chiara e tonda: nel mio caso, something gotta give.
Una buona scusa per rifarsi il guardaroba basic nel reparto bambine.
O per chiamare un chirurgo plastico.

Pubblicato da Fondi di Caffè

Mai prendersi troppo sul serio ;)

Una opinione su "Something gotta give"

  1. Io ho finalmente eliminato da armadi e cassetti tutta la roba taglie 38, 40, 42 che avevo comprato quando ero dimagrita troppo, troppissimo. Grazie alla palestra e al nutrizionista (e prima prima alla psicoterapia) sono tornata una fiera taglia 44. Sono soddisfazioni! 🙂

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