Viaggiare apre la mente

Aveva già passeggiato per le rive dell’Atlantico, molte volte.

E attraversato un pezzettino di Sahara, una, anni fa.

Ma non aveva mai prima d’ora camminato dove il deserto incontra l’oceano. Per lo più in mezzo alla nebbia.

Per l’immensità di tutto ciò, in questo quasi infinito, che stava capitando a lei, proprio a lei che crede che siamo tutti minuscoli puntini in un Universo che la sa centomila volte più lunga di noi – non le si erano bagnati gli occhi.

No, non aveva silenziosamente lievemente pianto come la prima volta che aveva visto i delfini nuotarci liberi in quell’acqua. Non le era quasi mancato il fiato come quando era arrivata finalmente davanti alle Piramidi, a piedi di quella sabbia.

Sta piangendo ora perché è una così, che a ripensarci si commuove sempre a pensare a quanto sia maestoso il posto in cui viviamo, e a vedersi regalare certe meraviglie.

Ma al momento le era uscita solo una voce interiore che le aveva detto:

“Ecco”.

E le si era quasi scoppiato il cuore. Di gioia e pace pura.

Perché viaggiare apre la mente, ma non solo.

Pubblicato da Fondi di Caffè

Mai prendersi troppo sul serio ;)

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