Di orologi biologici e infatuazioni demenziali

A volte capita.
Incontri dei pupetti in tenera eta’, piccoli, sbilanciati, ciccioni, paccioconi.
A volte li prendi pure in braccio.
Quando non sono figli tuoi, ti ritrovi pure santa.
Vomitino sulla maglietta nuova? Che vuoi che sia, si lava.
Eau de cachet? Dai, te lo cambio io.
Cinquantesima volta che butta qualcosa a terra? Faccio io, su, non lo sai che ogni volta che ti chini fai uno squat a gratis? E’ tutta salute.

A volte ammiri foto dei tuoi figli, come non le avessi quasi mai viste prima.
Con la faccia a fumetto e gli occhi a cuori. Ahhh, come erano piccoli, cuccioli, indifesi.
A volte ti rincretinisci davanti a foto di altri infanti in quella fase ggiovvineee.
Li conosci? Non tutti.
Importa? No, sono belli e meravigliosi a prescindere. Sicuramente sono tanto angeli quanto paiono.
Chi non vorrebbe vivere con loro.

Sara’ forse il mio orologio biologico ormai sulla soglia del pre-pensionamento
ma c’e’ una inquietante, stucchevole, vomitevole, tenerezza.
E’ inspiegabile, sale su. Si direbbe che viene dal cuore, dall’anima, ma e’ una cosa, anche, ancora piu’ profonda.
E’ la natura, e’ biologia mista a degli archetipi mista a demenza senile e mi rende completamente deficiente.
Sussurra
Poi urla
Strattona
Mi innamora
Canta ‘daaaiiii’…

Poi mi ricordo le notti insonni, i pannolini, i vomitini, le colichette, le bills della creche, l’impossibilita’ di andare in bagno da sola, le docce centellinate come il momento di massimo relax, i pianti incessanti, le urla…
Allora ogni sbandamento cessa e arriva il MAI PIU’. 
E le contrazioni, uno, due, tre PAIN
Io che non ce la faccio piu’, e la nurse che mi implora “se urli sprechi ossigeno, su ci sei quasi, spingiiii”
Il chirurgo che arriva in emergenza “deve uscire sto bambino deve uscire per forza, ti dobbiamo tagliare
Rassicurante, molto.
Mio figlio che nasce e non piange, non fiata per un lunghissimo terribile po’ ….

Allora ogni sbandamento cessa, arriva la vocina femminista ‘solo noi possiamo’, si gongola forte della medaglia di superwoman.
Ma poi intravede i superman, che si sono divertiti, han dovuto solo spedire un semino, loro…
Non volevamo la parita’ dei sessi? E arriva il HAI GIA’ DATO. 

Poi, poi, mi ricordo il momento dopo quell’attesa estenuante, che saranno stati pochi minuti, ma a me sono parsi secoli, quando finalmente me l’hanno messo sul petto ‘respira’.
E allora vorrei cambiare tutto il post, vorrei dire allora che non c’e’ sofferenza piu’ bella di quella.
Il suo cuore sul tuo cuore, e ti dimentichi tutto. A 1 giorno come a 3650.

Ma nessuno mi potra’ mai garantire che il prossimo giro sia una femmina, e io lo dico da sempre, in un covo di maschi non ci voglio stare, e gia’ siamo in situazione impari.
Vuol dire che mi comprero’ una gattA.
Dal pubblico ringraziano.

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Pubblicato da Fondi di Caffè

Mai prendersi troppo sul serio ;)

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