Marco

Io guardo sempre avanti
Ho sogni più arroganti ma oggi no
Lasciatemi i miei santii
Ora che il cielo è meno blu, whoa
Ora che tutto è un déjà vu

Non torneranno più
Quegli anni spesi a ridere
La tua voglia di vivere mi manca amico mio
Vorrei incontrare Dio
Per dirgli cha ha sbagliato
Che non l’ho perdonato e che non lo farò mai

(Negrita – Non Torneranno Piu’)





Ho pensato molto a te in questi giorni. ‘Capiti’ a random, e sti giorni e’ risuccesso.
Forse perche’ Faccialibro mi ha sparato in faccia un ricordo in cui ti taggavo, e io, ovviamente, ci sono andata su quel name tag.
Perche’ la tua pagina e’ ancora aperta e la gente ogni tanto ti scrive, come se ci potessi sentire.
Ci sono andata perche’ c’e’ una foto di me te e G. che facciamo le smorfie in un pub, e che ogni tanto mi piace riguardare.
Ci sono andata perche’ ci sono descrizioni di te, di gente che conosco, che non, e tutte ti rispecchiano, e tutte mi fan dire ‘davvero, lui era proprio cosi”. I tuoi occhi giganti, il tuo sorriso, la tua vivacità contagiosa.

Forse perché tra un po’ e’ il mio compleanno, e subito dopo il tuo, come se potessimo spegnere candeline assieme. Forse perche’ in un attimo in cui pensavo a tutt’altro mi e’ venuto un flashback: seduti sul tappeto di quella casa che era mia, tra candele e incensi.
Di nuovo assieme in questa isola, dopo che tu da questa isola eri scappato, per cercare un futuro in un’altra, piu’ calda.
Eri passato dalla capitale, e sei venuto a trovarmi, prima di ripartire, e abbiamo trascorso un weekend assieme.
“La vita e’ breve, ti meriti di essere felice” mi hai detto.
La vita e’ breve.

E’ ‘buffo’: sono le tue ultime parole che ricordo, prima di quella telefonata, di quella curva, prima di quella moto, prima di.
Continuo a pensare che il tempo e’ solo un’illusione, che ognuno arriva e se ne va quando deve, continuo a credere al non caso. La vita non va in ordine di annata, non ha senso stare a dire che avevi solo la nostra eta’, che non e’ giusto, che allora perche’ non prendono prima quelli che hanno vissuto di piu’?
Perche’ magari tutto quello che dovevi vivere qua, tu l’hai vissuto in mezza vita, perche’ cosi’ doveva andare.
Tutto quello che dovevi condividere, trasmettere, insegnare l’hai fatto nel tempo che hai avuto.

Quello che fa male a me, e mi fa male sempre, e’ il non esser il per dire ciao, o addio, o arrivederci.
Penso sia una questione di ‘closure’ come si direbbe qui.
Per quanto sia terribile vedere un’anima che vola via da un corpo, le volte ‘meno faticose’ sono state per me quelle in cui c’ero a salutare. E per assurdo, la volta ‘piu’ dolce’ e’ stata quella in cui io ero io li’ a stringere una mano prima che chi stavo accudendo se ne andasse.
Ma una malattia che ti ferma in un letto, non e’ esattamente come una curva, una sera, una moto, all’improvviso, e non si sa. Io non ho mai chiesto se poi si e’ saputo davvero. Di quella notte, di quella curva, la polizia… era un colpo di sonno, era …. cosa?

Non credo nemmeno di volerlo sapere.
Ma so che sei stato come un soffio, la gente con cui clicchi, le anime che riconosci.
E in cosi’ poco tempo hai fatto cosi’ tanto …
Quando ho traslocato mi sono chiesta mille volte dove fosse finito ‘Brida’, oggi un altro flash – lo devo avere prestato a te prima che tornassi a Lanzarote. Mi piace pensare che sia in mano di qualcuno che possa ispirarsi e continuare il cammino iniziato con tutte le nostre congetture.
Mi piace pensare che tu che credevi tanto agli angeli, un angelo accanto ora ce l’hai davvero.

Ogni tanto fantastico anche: tutti i sogni in cui ti trovo, in cui vieni ogni volta a raccontarci qualcosa di buffo, sono, come dice C. ‘delle visite” .. tu che vieni a trovarci, a dirci che ci sei. Non ci credo particolarmente, ma una parte di me si chiede se non possa forse davvero essere cosi.

Intanto rileggo “Itaca” che e’ una poesia che mi hai insegnato te.
E ‘della mia vittoria’ di giovedì’ ti dedico un pezzetto.
Vorrei tanto poteri abbracciare per dirti ‘visto?’ o ‘grazie’. Ci meritiamo di essere felici, tutti.
E anche se a volte e’ faticoso e’ bello lavorare per quella felicita’.

Chissa’ magari un giorno proverò a scoprire ‘dove stai’, e verro’ a portarti un fiore.
Come se non sapessi che energia’ e’ ovunque, e che sei dietro alle mie spalle, coi tuoi occhioni giganti che sorridono.

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Pubblicato da Fondi di Caffè

Mai prendersi troppo sul serio ;)

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