Le code alle quattro

“A volte un’isola è la cura del tempo, a volte un’isola è solo isolamento”

È quando vedi la coda davanti al security gate, che ancora non è aperto, che ti dici ‘il peggio è passato’.

È quando vedi, entrata, mille persone in piedi, davanti alla porta del bar, e altre mille che continuano ad arrivare, alle 4 di mattina, mentre ancora è chiuso, che ti dici ‘il peggio è davvero passato’.

L’Isola è di nuovo libera di fare quello che la mantiene connessa col resto d’Europa – volare. In ogni quando e in ogni luogo. Non so quanta gente rimarrebbe per sempre qui ad abitare se d’improvviso non si potesse mai più svernare fuori dalle ridenti radure smeraldo… abbiamo avuto tutti un assaggio durante il lockdown più lungo d’Europa. Credo non abbiano apprezzato in molti.

Coviddi sarà prima o poi veramente solo un ricordo lontano, ma intanto già ne abbiamo fatta di strada. Intanto, mentre nuovi volti coperti da mascherine continuano ad apparirmi davanti agli occhi, pure io inizio a sentire bisogno di un caffè.

Ma aspetto, comodamente seduta.

Mentre aspetto pure di riabbracciare altre varietà di mascherine, che stasera torna il Carnevale.

E si viaggia pure nel tempo – destinazione anni venti. Ma forse, se aspetto ancora un po’ per sta caffeina, non avrò nemmeno bisogno di travestirmi. Arrivo con la mia faccia acqua e sapone – e occhiaie da zombie.

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Pubblicato da Fondi di Caffè

Mai prendersi troppo sul serio ;)

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