Pancetta per i magri

“Non c’e’ trippa per gatti”
“La cicoria der papa è medicina”



Ho lavato le padelle di ieri, e sistemando, ne ho notata una mezza bruciacchiata nel mobile.
Dimenticata nell’angolino, coperta da strofinacci con galli che cantano
“Per colpa di chi chi chi, chi, chirircihi””
Ora io so che gatti e polli non si amano, ma il mio gatto incazzoso e assassino non e’ di certo un piromane.
Se non e’ opera della belva, se non del pollame e facendo due o tre conti (nella vecchia fattoria ia ia oh), neppure dell’asin(a-io). Chi resta? Occhio per occhio, dente per dente, guancia per fuoco.

E’ stata colpa di Babo maialino pauroso che fa il prezioso e non porge l’altra guancia.
Il guanciale, e’ noto, ha tra le sue proprietà principali la bontà, accanto al fatto di essere grasso.
Ma in quest’isola, se come me andate a fare la spesa al discount, la cosa più simile che troverete sono solamente i bacon lardons. Che per imbandire una falsa carbonara sono okeish, ma non sfriggono certo di unto proprio.
(Purisiti smettete di leggere ora).

E’ stata colpa di Luca, l’ultima volta che e’ passato di qui. Non lo biasimo del tutto – quando cresci in un posto dove il guanciale e’ come il prezzemolo (o meglio la cicoria ripassata), e lavori nella terra di sushi e sashimi, essere intimo con le qualita’ dei lardons non e’ scontato, ma basterebbe fidarsi delle amiche…

Mi ha versato i lardons nella padella nuda, col gas gia’ acceso.
“Sticazzziiii – Guarda che ci devi mettere un po’ di olio in quella padella…”
“Ma no, non serve. Sticazzi”.
E col vocabolo della discordia, iniziano i guai.

Ma…volete davvero ribattere a un uomo che spadella nella vostra cucina con un “grazie, dai, faccio io”?
Dopo che l’avevate invitato a pranzo, ma ritrovandovi un mezzo cencio, vi e’ stata elargita una mano e compagnia preziosa? Poteva starsene a casa, e’ venuto comunque a aiutarvi.
Ricordate, voi, del contrappasso?
il CCCE odiava cucinare, e, se proprio capitava, bolliva persino gli asparagi nel kettle per far prima. Mi ha intortata la prima sera invitandomi a cena preparando manicaretti accompagnati da un mash to impress che non avrebbe più rifatto per gli undici anni a venire. Pensava che il cibo fosse un bonus, non una necessita’… non mi capiva se dovevo nutrirmi. Etc etc. Mogli e buoi…

L’universo, ora, mi sta cazziando di brutto, sono ingrata, dice:
puoi lamentarti se ti mando un ospite che non solo si offre di cucinare per te, ma mangia con te, con piacere, e non si scorda MAI quando e’ ora di nutrirsi? Puoi, quando e’ quasi Natale e dovremmo essere tutti piu’ buoni, compresa la cosa che NON frigge in pentola? Muta.

Luca ha guardato allibito il bacon che non canta:
“Ma sta roba non e’ grassa per nulla”.
Potresti gentilmente insinuare che l’olio e’ sul counter e il burro nel frigo, e il lardo di balena nell’oceano, se se la sente di fare una gitarella con arpione e muta.
“Almeno magra quanto te” dici per celare un diretto “te l’avevo detto”.
Poi ti rivolgi al dio delle donne a pera e ti chiedi Perché.
Come può essere, dio, che questo scrocchiazéppi che potrebbe mangiarsi non solo un pezzo di guanciale ma un maiale intero in meno di tre ore non metta su un grammo mai? Come e’ possibile con tutto quello che divora?
Come e’ possibile che mia sorella si scoli litri di cocacola e ingoi barattoli di Nutella condita con carote lesse ed abbia sempre una taglia in meno di me?
Entrambi adorano il cibo, entrambi mangiano sempre. Ma pure io. Dove sta la differenza, dio?

Dio delle donne a pera, sei forse arrabbiato con me? Eccoti un po’ delle mie grasse coscette come offerta di pace.
Anche il dio delle donne a pera e’ uomo, e non si smentisce: al posto di coscette avrebbe voluto tette.
E’ una merce su cui sa io non posso contare, lo sa bene. E scatena le ire funeste.

Nebbia in ValPadana appare nella cucina, mi sembra quasi di essere a casa.
L’allarme antiincendio tenta un jingle bells stonato.
Io prendo uno strofinaccio, una sedia, mi avvio in corridoio e faccio la danza del vento.
Gatto impaurito salta e mi morde una caviglia.
Quando l’aggeggio finalmente smette di suonare, Alexa intona una canzone (perfect timing):

Aggiungi un posto a tavola che c’e’ un amico in più
se sposti un po’ la seggiola stai comodo anche tu
gli amici a questo servono, a stare In compagnia,
sorridi al nuovo ospite, non farlo andare via.


Ricordati la legge del contrappasso, ricordati che quello che conta e’ il pensiero, ricordati che Santa arriva tra due settimane, sii buona. Non farlo andare via. Ricordati che, nonostante il trambusto, lui avrà ancora voglia di mangiare.
Non offrirgli una pizza surgelata ora, non farlo andare via.

Ho ascoltato le voci.
Mentre Gatto già aveva aperto una scatoletta di tonno per pieta’ dell’ospite, ho imbandito una polenta e funghi che al maiale famo ‘n baffo. Scordandomi di tutto il resto, padella e lardons alla brace compresi.
Io e Luca siamo rimasti amici. Almeno fino a un’ora fa, quando ha bussato il postino.

Sto in self-isolation e Luca ha deciso di spedirmi un pacco per Natale.
Che carino, mi dico. Poi apro: una simpatica busta, piena di cicoria e erba gatta.
Che burlone, mi correggo.
indovinate chi in tutto questo e’ il più felice?
Medito vendetta. Santa e’ andato, ma sono ancora in tempo per la Befana…

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Pubblicato da Fondi di Caffè

Mai prendersi troppo sul serio ;)

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