Da quando non basta l’amore?


Famiglia, arrivata fresca dallo Stivale, a cena.
Mi improvviso per sorprenderli mentre pisolano stanchi dal viaggio. Stanchi sono, ma hanno pure fame. Cosi’ mi attivo.

In assenza di ingredienti originali chiedo al dio della Carbonara (che vi assicuro, esiste, e’ uno dei settemila non-dei dei Pastafariani) di intercedere per me.
E quello mi ascolta, bene, fin troppo bene.

Innanzitutto mi suggerisce una telefonata a casa.
Come faceva una volta il buon Gerry Scotti, peccato che lui si occupasse di RISO.
E gia’ da li, cari, mi sarebbe dovuto scattare il primo campanello d’allarme.

Pero’ io mi fido, e con l’acquolina ancora in bocca per una cena di meta’ Luglio, compongo il numero.
Al di la’ del filo colui che, l’altra volta, condizioni sfavorevoli uguali (alias ingredienti isolàni da brutta copia), ha prodotto una Carbonara stellare (io ve l’ho detto, gia’, e ve lo ripeto, come non adorare gli uomini che spadellano?).

“Cosa hai fatto l’ultima volta per tirare fuori una roba cosi speciale?”

Ed e’ li che il dio della Carbonara sfodera il suo tranello.
Mentre io parlo si incarna per un minuto e mezzo in un essere che, in sottofondo, sta sistemando la tovaglia mentre la conversazione avviene.
E quando sente la parola PANCETTA, semplicemente, fa quello che dopotutto è lecito che sia: si incazza.
Pura.
Eresia.
Mi manda in visione lo spaghetto volante che coi mille tentacoli si scatena (no, non in webcam – sul serio).
L’amico cerca di difendermi, sottolineando, che, poverella me, sto su quest’isola. Il che E’ un vero attenuante.
Mica c’ho il suo macellaio sotto casa, dopotutto.
Ma le ire funeste gia’ si sono attivate. E per fortuna manco ho detto “Grana Padano”… (shhhhhhhhhhhhhhh).
SSHHhhHHHHHHHH. Vi prego, vogliatemi bene.

E niente, ho perso la mia chance di conquistare il mitico Tino. Me la sono giocata in un battibaleno.
Sono proprio una deficiente. E io che ci tenevo.


L’amico poi ha persino scoperto che manco abbiamo usato un uovo a testa.
Mi giustifico col colesterolo, storce un po’ il naso, ma poi dice ‘beh questa anche ok…’.
Ok, dice, ma io lo so che per la legge del contrappasso mi sono giocata pure le sue manine che imbandiscono una cacio e pepe come si deve la prossima volta che ci si vede.

Poi rifletto: ho sempre il mio tortino riso, speck e porcini con cui farmi perdonare da tutti, in vacanza.. In fondo e’ un piatto da montagna. E me la cavo egregiamente.

Ma ecco che arriva il “tu pensi Alpi, dicesi Appennini”.
Eccheca’ …

Dopodiché giunge un’altra apparizione. Vedo nonna, nella sua cucina, mente prepara le puntine … Dice Virgi: “è come se ti chiamassero dicendoti che stanno mettendo i crauti nella casseoula. Te lo dico sempre ‘mogli e buoi dei paesi tuoi’… cara mia, si trasla pure sui piatti.”

Ah, l’antica saggezza popolare… d’ora in poi solo polenta. Che è facile per lo meno.

Insomma, sono una pasticciona. E mi sgrida pure nonna.
Ma proprio per questo non rimane che una cosa: la Nutella. Forever. Mica la cucino io.
Ho pronto il mo barattolo nella borsa. Che non si sa mai.


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Pubblicato da Fondi di Caffè

Mai prendersi troppo sul serio ;)

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