La MIA Virgi

Soundtrack: 
"Un caffè bevuto all'aeroporto è diverso, ha il sapore del mondo"
(N.F.) 

Virginia e’ la mia nonna. E da che mondo e mondo e’ sempre stata per me l’unica Virgi. Virgi quando eravamo piccoli ci comprava il gelato Carte D’Or. Alla panna. E io con un cucchiaino passavo ore a girare, finche’ non diventava una brodaglia. Ed era la cosa più buona del mondo. Virgi comprava anche i cioccolatini Kinder, che immancabilmente a casa sua prendevano un sapore tutto loro. Virgi faceva pure la torta paesana, e la cassoeula.

Oppure ci faceva recitare il rosario prima di andare a dormire, pallina dopo pallina

Ma soprattutto, Virgi, ha SEMPRE fatto i cruciverba e, pallina dopo pallina, quei giochi di cercare parole.

Io quando trovavo una parola ci facevo tutta esaltata un ovale attorno. Lei se ti beccava si incazzava perché “‘se fa mia in sce’ , te ghet de fa’ un palen”. Dunque se io trovavo ‘danza’ a mio modo si doveva rifare tutto. Ma se lei trovava ‘palla’ a suo modo il risultato finale era sempre più chiaro, diceva. “Te capiset mia”. Punto.

Di Virgi ne esiste una sola, la MIA. Poi pero’ un giorno mi capita sott’occhio una news e io realizzo che esiste una donna famosa (una Vippe quasi) che ha chiaramente rubato il nome (e soprannome) a mia nonna. Per qualche motivo fino al giorno prima ero convinta si chiamasse come me. Ora non so cosa mi faccia stare meglio…

Purtroppo da quel giorno la sorveglianza di Google, e i miei Cookies (li avrei preferiti al cioccolato piuttosto che pettegoli) decidono che mi sono innamorata di lei. Mi propongono previews di articoli esaltanti tanto la sua bellezza quanto la sua intelligenza. Mi avvisano che mezza Italia l’avrebbe votata pure come Miss (tutti, tranne i suoi concittadini, si dice. Un motivo ci sarà, mi dico. Ma i miei sono dubbi sicuramente infondati… che ne so io di politiche italiane ormai…)

E un normalissimo giorno, mentre cerco il blog di Cupcake #tacchialtiesampietrini# (consigliato – merita sta donna merita, e’ esilarante) che dovrebbe già essere stato salvato nella mia cronologia succede che…. Google e i Biscotti Pettegoli, che hanno ormai deciso che posso ammirare solo una donna e una donna sola, mi propongono a caratteri cubitali sullo schermo un:

Raggi: «Cadere sui sampietrini? Non indossate i tacchi a spillo»

Ah, ma che bello, non sapevo, fa pure la fashionista. Poi pero’ mette quintali di cemento nero accanto a Sampietrini per pedalare meglio. Il cemento sta li’ da anni, I Sampietrini da prima. Basta non mettere i tacchi, o non andare in bici, Virgi e’ facile, rifai tutto. Dai.

Ma a me che frega, direte. Embe’, e’ che i Sampietrini li amo, a prescindere. Li amo perche’ sanno di casa, di vacanza, di piazze, di meraviglia.

Ovunque.

Pero’ consiglierei a Virgi di testarli in una gita a Berghem De Ura, per assaporarne la meraviglia in salita, o in discesa saltando da una funicolare. Ce la porta influencer Ferragni, che e’ più o meno della zona e può farle da Cicerone. E, per giunta, ha un figlio che si chiama come si chiamava il cane dell’altra mia nonna…

Guarda un po’… Virgi, Chiara, Leo. Ma che coincidenze strepitose!!!! Tutto torna!

A me tutta ste notizie mondane arrivano in differita, a volte anche in notevole ritardo. Per lo più penso sia un bene (“Oh ma sai che Fedez le ha chiesto di sposarsi in pubblico?” anni dopo. Che dolore averlo scoperto cosi tardi). Altre volte invece mi danno. Perché stasera ho per esempio saputo che sulle piazze di Virginia suonerà molto presto il ragazzo di iovivosempreinsiemeaimieicapelli. E allora, lasciatemelo dire, ho imprecato contro Coviddi, Il Lockdown, le hotel auarantene che il Papa non deve subire e questo fantastico governo, incluso Leo che oggi ha detto ‘sarà un’estate quasi normale’. Che fantastica coincidenza, il Tánaiste pure si chiama come la prole di Chiara e Fedez. Tutto torna!.

Dice Niccolo’:

"A volte un'isola e' la cura del tempo. A volte un'isola e' solo isolamento."

Come dargli torto. STICAZZI.

E sticazzi ve lo dico ne la maniera giosta come lo direbbe la MIA Virgi, e non come lo direbbe quell’altra, e pure Niccolo’. Ma Niccolo’ scrive poesie – per cui questo madornale errore di interpretazione glielo si può anche perdonare. Una volta. Forse due.

“Niccolo’ scusami non ho il biglietto” “Sticazzi” e mi fa entrare.

A pensarci forse Virgi userebbe più’ un ”me’ so ruta i bal, vo’ minga temp de specia”, ma Sticazzi e’ decisamente più corto.

Sticazzi. Mi mancano i concerti. Mi manca la libertà di prendere e partire quando voglio. E mi manca, in sto momento soprattutto, il potere vedere la MIA Virgi, che tra un po’ compie 95 anni.

E’ che quando decidi di partire, lasciare il posto dove sei cresciuta, crescere di nuovo altrove finisce che un pezzo di cuore lo spargi un po’ ovunque. E CASA diventa un fattore fluido.

Insomma, ul me cor (come direbbe la MIA Virgi) o er core mio (come probabilmente direbbe l’artra) ha molto più di un posto dove andare e tornare. O dove restare. E non e’ una passeggiata. Indipendentemente dal tipo di scarpe che porto.

Tanto, Virgi, che siano stiletto, zeppe, trampoli o Converse io mi addobbo lo stesso. Te capiset mia.

Tanto vale, allora, acchitarsi e dirsi che stavi per scivolare per colpa del tacco 12 e non per via del bicchierino, almeno hai un alibi. Perfetto.

“va mia’n gi’ cunsciada in sce’ che poi te birlet gioeu” e “beff mia trop che te ciapet la cioca”.

La MIA Virgi mi avrebbe detto cosi’. Io LEI l’avrei sicuramente ascoltata.





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Pubblicato da Fondi di Caffè

Mai prendersi troppo sul serio ;)

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