Boundaries

Always take care of your mental health.
Set your boundaries, and protect them. (Ain’t always easy, I know…).

“Finchè un bel giorno io non ho capito che era l’ora di scegliere
Cose e persone che mi succhiavano via
Anche soltanto un grammo d’energia
Buttare tutto, buttare quello che fa male
O perlomeno buttare quello che non vale
Non vale niente o non vale almeno un’emozione
Se non vale mi devo sbrigare”
(“Il mio secondo tempo – Max Pezzali)

M. M. (Maurizio&Maria)

Ho appena letto una presunta frase di Costanzo:

“Il rapporto, dopo anni, non cambia, migliora. Crescono l’amicizia, la stima e la solidarietà.
La passione? Si trasforma.
Diventa intimità, complicità.
Avere una donna al proprio fianco, anche se diventa la propria migliore amica, è sempre un vantaggio.”


ANCHE SE e E’ sempre un VANTAGGIO – hanno scaturito un mio sonoro vaffa ai 4 muri.
Lo so che ci credono in tanti, e sono io la pecora nera.
Ma io dico che e’ il nostro mondo che ci vuole fare credere che quello che dice Costanzo sia ‘normale’, perche’ la nostra cultura quasi sempre ci insegna che chi si accontenta gode etc etc etc.
Invece io VOGLIO VOLERE, e se Costanzo pensa il vantaggio sia amore, sbandiero Max, Daniele e Niccolo’ e gli rispondo:

L’amore non esiste, è l’effetto prorompente
di dottrine moraliste sulle voglie della gente
è il più comodo rimedio alla paura di non essere
capaci a rimanere soli.


Il migliore amico e’ una figura preziosissima – ma appunto, e’ un amico e non me lo sposo.
Me lo tengo stretto che mi deve sopportare per l’eternità, lui si.
Perche’ un Amico Resta. Resta tra tutti i meandri delle mie vicissitudini sentimentali, come io faccio con lui.
Mi porta dal dottore una domenica mattina quando non riesco piu’ a girare il collo.
E lo fa perche’ e’ un amico, e non un (ex)fidanzato(inutile) che mi dorme accanto e non si sveglia (a proposito di gente che non si sveglia quando deve). Lui e’ rimasto, l’ex no. Un motivo ci sara’.

Saro’ sbagliata io, ma l’amore e’ amore (anche se non so che cosa sia) e tutta sta storia delle cose che cambiano, ok. Ma allora perche’ non sposiamo tutti i nostri amici?
Che poi … un’amica mi ha appena raccontato che le hanno prescritto una pillola anticoncezionale “per vecchietti”, e se se ne producono, vuol dire che c’e’ mercato. Dunque Maurizio non ha ragione e parla solo perche’ con Maria non quaglia piu’ (o forse nemmeno lo ha mai fatto?). Gli piacerebbe. A Maria, meno, forse.

Stare assieme perche’ e’ un vantaggio, per la paura di non farcela da soli, non e’ un valore che voglio perseguire. Lasciatemi le mie convinzioni da sogno.
Sono pronta a navigare tra molteplici fidanzati, se necessario. Che voglio godermi tutto il mio secondo tempo.
E tenermi stretta i miei migliori amici, che non baratterei mai con nessuno.
E ringraziare sempre il benedetto asso della vita da single – meglio soli che mal accompagnati.

Dunque: no non ho bisogno di un amico maggiordomo.
Non daro’ la soddisfazione al mio papino di stare accanto a qualcuno solo perche’ ormai ho 40anni e ho bisogno (dice lui) di un uomo che sia bravo ad aggiustarmi la macchina (o nel caso della sorellina la doccia).
Non uscirò col suo amico cameriere (papa’ fa il dottor Stranamore – il racconto e’ un altro post da meditare) per farlo stare piu’ tranquillo.
A meno che non procuri sconti sul Birramisu’.
Quello sarebbe il vantaggio.
Per un Birramisu’ potrei pure cambiare idea.
Che da ubriaca si annebbiano i principi. Pota.


Il gran baccano

L’Universo sta facendo un gran trambusto.
O come meglio ha detto oggi una mia collega “non so com’e’ che l’Universo sia cosi agitato”.
E’ agitato, e’ una prova collettiva, per molti, ma (per fortuna) non per tutti.
A fine divorzio, dovrebbero dare a tutti una medaglia ad honorem.

C’e’ un gran rebelot che sa di scartoffie, divorzi al giro di boa, separazioni di fatto non ancora scartoffiate, co-parenting, padri che se le defilano, weekend alternati.
Ci sono fin troppe coppie che stanno assieme e magari non divorzieranno mai, patterns che si continuano a ripetere e non si risolvono.
E ci sono io, che, egoisticamente, guardo con un sospiro di sollievo. Sii, mi ci sara’ voluto il mo tempo, ma sono fuori da situazioni in cui c’e’ sempre lo stesso gatto che si morde la stessa coda.
Le persone non cambiano.

Ci sono mariti, che le consorti dipingono come padri d’oro. Io dico che li giustificano, perche’ essere un padre d’oro comprende molte cose, anche quelle che non fanno mai.
Lo dico all’amica che e’ ciclicamente in crisi, glielo dico sempre. Infatti – succede qualcosa e lei sbarella.
Poi pero’ e’ la sera dopo ed e’ gia tutto apposto. Perche’ lui magari ha cucinato. E allora vaff’ lasciatemelo dire. Che io le voglio molto bene ma so gia’ che tra tre mesi verra’ a dirmi la stessa cosa.
Non dico sia facile, ma non va sempre bene il tiro alla fune. Non e’ sano.
Il punto di disinnamoramento e’ secondo me senza ritorno.
E io credo di avere capito che una terapia di coppia servirebbe sempre, ancora piu’ utile quando le cose ancora filano, anche se tra scazzi vari, piuttosto che quando le cose non vanno piu’.
Se qualcuno si stava per mollare ma facendo la terapia di coppia e’ rimasta assieme ed e’ FELICE della scelta fatta – fatemi sapere, che sono curiosa.
La mia e del CCCE terapista ci ha mandato a vedere “A Star is Born” – e ancora dopo anni ogni tanto quando nominano quel film, mi chiedo perche’ e/o che ci volesse dire. Ma comunque, era gia’ troppo tardi.

Ci sono alcune CCCE che farebbero meglio a trovarsi un fidanzato.
Noi le guardiamo da lontano, conosciamo solo una campana (o forse ora una e mezza), ci immedesimiamo a volte, a volte non capiamo proprio.
Ci sono CCCE pure che il fidanzato ce l’hanno, ma il loro ex non lo saprà mai – che non e’ cosa che li riguarda.
E ci sono CCCE che la fidanzata ce l’hanno, e lo sa il mondo.
Perche’ le persone si risposano, e non sono neppure poche. E magari non lo fanno una volta sola.

Io mi risposerei solo per fare un matrimonio TUTTO come lo decido io. Ovviamente deve essere un matrimonio invalido per legge, che di divorziare una seconda volta mica ne ho voglia. Mi divertirei un sacco a organizzare – magari ne faro’ un post.

L’Universo sta facendo un gran trambusto.
Ma sono convinta che, come sempre, abbia mille e piu’ ragioni che finiremo per capire.
Sta facendo talmente baccano che, fossi da sola, stasera, mi farei un giro di carte.

Metti un sabato un caffe’

I pomeriggi, quelli belli.
Davanti a un caffe’ …. abbiamo quasi tirato le 7.
Mi piacciono un sacco queste “ri-unioni”.
Che ci piace il caffe’, ci piace la compagnia, e ritrovarsi assieme dopo tanto tempo che non ci si vedeva, in questi modi.
Perche’ in fondo siamo e rimarremo sempre Italiani dentro*.

Inoltre ho recuperato nell’ordine:
1. un salamino dalla faccia stra appetitoso che ho appena appeso a far stagionare
2. un hit-man pronto per appendere qualche altro tipo di salame – nel caso serva
3. una cornice ” Prima Comunione” che a caval donato si guarda in bocca. L’amica su ispirazione del mio previo post mi ha confessati che e’ un’oggetto da riciclo. Capisco i suoi motivi, e’ abbastanza tacky ….ma penso potrebbe piacere al sangue isolano di mio figlio (mi spiace, non so se mi lascerà’ passare il trofeo a un altro malcapitato)
3. un appuntamento per una serata pizza, con la cuoca migliore del mondo, e la spacciatrice di ingredienti di casa nostra piu’ buoni che si possano procurare quassu’. Io devo solo fare l’oste, che volere di piu?

e

4. un messaggio dalle mie carte. Mentre mi rendo conto di non averle mai presentate alla mia amica, e non e’ che ci si conosca da poco.
Decisamente, e’ ora di tornare a coccolarsele un po’. Se lo meritano. Ri-decisamente.

*Perche’ GLI Isolani sono cosi reticenti a queste cose? Mi e’ capitato piu’ volte…. ci si raduna in gruppo – i mariti /partner/fidanzati connazionali si presentano sempre. Gli uomini Isolani non hanno mai voglia, boicottano spedendo la moglie con la pargolanza.
Cosi’ pure ieri – atteggiamento molto comune da ste parti, non sempre ‘facile’ da gestire… capita alle mie amiche e, ci sono passata pure io – credetemi, non sempre divertente.
Uomini Italiani, un’altra medaglia a vostro onore.

Avanti o miei prodi


Non temete i momenti difficili.
Il meglio viene da li’.
(Rita Levi Montalcini)

E il sempre valido:
“Quando il mondo mi sembra migliore, anche solo per un attimo
Quando so che ce la posso fare
Sento che
Per ogni giorno, ogni istante, ogni attimo, che sto vivendo – Grazie Mille.”
(Max P.)

Credo che la mia vita mi stia dando un esempio gigantesco di una lezione che dovrei avere forse avuto imparare da un po’, ma che e’ ora evidente non posso piu’ ignorare. E non solo non la ignoro, vado avanti tutta.

Un’amica ha riassunto molto bene la faccenda cosi’ “non farsi mettere mai i piedi in testa – quando le cose sono giuste sono giuste, quando c’e’ da cedere c’e’ da cedere”.

E vale SEMPRE, non importa il contesto.
Non importa, amici, quale sia la causa scatenante.
Importa che nessuno vi puo’ dire cosa dovete fare o come dovete essere.
Importa che quelli che fanno il gioco subdolo di farvi pressione psicologica, ragazzi, li mandiate a quel paese.
Importa che quelli che hanno le manie di controllo capiscano che la vostra vita non e’ la loro. I deliri di onnipotenza rimandateli al mittente. In busta chiusa. Con un francobollo che, alla fine, senza nemmeno darsene conto, dovranno pagare solamente con loro stessi.
Perdonatevi se vi ci e’ voluto molto tempo per arrivare a questa conapevolezza, siate compassionevoli con il vostro percorso.
Dal fuori e’ facile. Dal dentro, irrazionalmente, qualcosa ci puo’ sfuggire di mano ogni tanto. Anche se non si sa bene perche’.
Chiunque puo’ darci un consiglio.
Di certo avere gente attorno che ci vuole bene fa moltissimo, anche se non sempre li ascoltiamo.
La verità e’ che spesso dobbiamo arrivarci noi stessi, per primi, al fondo delle situazioni, per vederle chiare e tonde e agire.
Potrebbe anche volerci un lungo percorso di analisi per capire come si finisca a farsi trattare in certi modi da certa gente, quando la cosa non ha senso di essere. E avrete tempo per quel percorso, tutto il tempo che volete, ma intanto agite e tirate fuori le unghie.
E siatene fieri, soprattutto se di indole vi costa generalmente fatica.
Fate risplendere il leone che e’ in voi.

Perche’ l’Amore conta, e vale anche, e molte volte soprattutto, pure per quello verso voi stessi.






La rivincita delle CCE

La rivincita delle CCE

E’ comune pensare che le ex dei nostri amori ci odiano.
E’ comune dimenticare tutto quello che fanno per noi ogni giorno. Involontariamente.

Forse gia’ l’ho detta in un post precedente la cosa principale:

Primo: Innanzitutto se lo sono trascinate via. Aggratis.
Quando hai una cosa che non vuoi piu’, e la vuoi vedere sparita dalla tua vita hai qualche opzione? Vediamo: regalarla, scambiarla con qualcos’altro che vuoi, o pagare perche’ la portino via.
Per regalare una cosa che non vuoi piu’ devi essere un buon venditore, o avere una faccia di tolla.
Mamma una volta faceva cosi’: le cose che non usava le ri-regalava, oppure ancora peggio le metteva nei premi della tombola per Natale. Uno spasso. Soprattutto quando poi ricapitava a lei l’oggetto di cui aveva cercato di sbarazzarsi.
A me l’ex non l’hanno regalato, avrò sempre la medaglia di prima moglie a prescindere, dunque, avanti.
Scambiarlo con l’ex della sua donna? Non so che faccia abbia, non so che tipo sia, e non mi e’ stato mai riferito se il suo oroscopo combacia col mio. Non conoscendo lei, non saprei neppure immaginare che tipi di persone le potrebbero mai essere piaciute. Avanti.
Pagare. Spendere soldi per gettare il mio ex in uno Skip? Uno sono Brianzola, e dunque, e’ rinomato, non sborso. Due: non sono ancora cosi’ stronza che poi mi denunciano per assalto. Pero’ lui e’ piccoletto, e ci starebbe bene.

Secondo: la donna del mio ex sta simpatica al mio figliolo, ed e’ una cosa per cui prende altri punti.
Terzo: mi pare una tipa ragionevole da quello che mi racconta il pupo, e sara’ sicuramente capace di raddrizzarlo all’occorrenza. Che abbiamo tutti dei difetti, me compresa, o non saremmo ex di qualcuno.
Quarto: me lo distrae tanto dalle sue manie di controllo sulla mia vita. Potrebbe fare anche di meglio, ma diamole i benefici del dubbio che magari migliora col tempo.

Mi dicono che sono brava, a vederla cosi’.
In realta’ io non mi sento brava, ma si, sono invece estremamente curiosa.
La scuola ci ha avvisati ieri che a meta’ Ottobre (con tantissimo anticipo) ci sara’ la Comunione del figliolo.
Con cotanto preavviso purtroppo la parentela Italiana non riuscira’ a venire.
Per via di signor Coviddi, per giunta, in chiesa ci si puo’ stare in massimo in 6.
Risultato lista invitati: io, l’ex, la sua donna e probabilmente un paio di zii da parte paterna.
La Strega nel nido del nemico. Ovviamente la Comunione cadra’ nel mio weekend libero.
Ho pensato di invitare il mio date per non essere del tutto in minoranza, ma quello finirebbe per squagliarsi e allo stesso tempo incendiarsi sul sagrato. Non e’ il caso di avere una Comunione piena di pompieri e ambulanze. Poveri bambini.
Io mi squaglio e incendio dentro, ma il mio piccolo mi ha insegnato che, facendolo per lui, posso sopravvivere. In sta Isola cosi’ evoluta dove i sacramenti te li propinano attraverso la (maggior parte) delle scuole.
Mi dico che non lo voglio escludere dalla classe sua, e che e’ un bambino intelligente e presto si farà le sue idee.
Mi dico che poi sto giro, di tutto farei per sto evento mondano.
Dio mi benedira’. Anche se non mi sopporta. Io vi racconterò le first impressions.

P.s. per chi fosse interessato qua sotto un’idea di skip. A buon rendere.


Mercoledi’.
Ditemi che e’ quasi il weekend.
Ci siamo quasi.
Stamattina mi chiedevo quanti giorni mancassero alle ferie di Natale ah ah ah.
Cosi stiamo messi di sti tempi.

Mi sento una nonna. Potrei andarmene a letto alle 6, appena stacco.
Potrei.

Luca mi dice che torna dal Giappone.
Anzi, e’ ancora piu’ subdolo.
Mi posta una lettera, come si usava un di’.
Mi ci mette una serie di indizi tipo caccia al tesoro.
“La soluzione e’ facile”.

Ho come il timore che stia progettando qualcosa a cui non potrò dire di no.
“Non e’ galante da parte di una Signora rifiutare un invito”.

Siamo stati in lockdown per cosi tanto. Sembra finalmente che ora si possa ricominciare a vivere. A fare le cose che erano normali prima di Coviddi.

Dovrei dirgli di no? Vorrei prima capire di cosa stiamo parlando….

It’ll be fun

Un bel po’ di fatti miei.

Oggi ce l’ho un po’ su con tutti i sollicitor del caso.
Vedo chiaramente come potrebbero facilmente portare due persone ad accoltellarsi in tribunale.
Fanno il loro lavoro, vogliono la loro pagnotta.
Piu’ si litiga, piu’ loro magnano. Per magnare, hanno da farti litigare.
Ok, non sono tutti cosi, pero’. Pero’.

Ma c’e’ dell’altro quando due persone che si sono amate si trovano a dovere gestire una situazione del genere.
E esula dall’ ‘incazzati di piu’ , cosi’ ottieni di piu’ (e io pure)’.
Non e’ solo ‘quieto vivere’, e’ che si puo’ pure sbagliare, ma un bambino che ci entra in mezzo non ha nessuna colpa. E va protetto, invece che diventare una scusa o un trofeo.
E’ che si e’ genitori per sempre, pure quando due strade che prima erano una si dividono.
E conta molto.

Chiamatemi naive e sognatrice.
Io so che un giorno mio figlio ringrazierà.
Per quello, che non potendo, avremmo potuto.